Enabling poor rural people
to overcome poverty



(Roma, Auditorium della Tecnica, via Umberto Tupini 65, 19 febbraio 2002, ore 10,15)

Signor Presidente, Signori Governatori, Eccellenze, Signore e Signori,

Ho l'onore di portare il saluto del Signor Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azelio Ciampi. In un recente incontro al Quirinale, il Presidente ha avuto occasione di reiterare al Presidente Båge la soddisfazione dell'Italia sulla scelta di Roma quale sede del Fondo, e nel contempo di esprimere il Suo apprezzamento per il ruolo essenziale svolto dall'Organizzazione, nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite, nel campo dell'agricoltura e dell'alimentazione.

Mi è, parimenti, assai gradito porgere al Presidente Båge, così come ai Governatori qui convenuti, il più sincero augurio del Signor Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri a.i., on. Silvio Berlusconi, che qui rappresento, per un proficuo svolgimento dei lavori del Consiglio.

La collaborazione tra Italia e IFAD nel comune impegno contro la fame e la povertà nel mondo, una delle massime priorità internazionali del nostro tempo, si è andata sempre più rafforzando nel tempo.

La lotta alla fame ed alla sottoalimentazione - che prima ancora che un imperativo economico e di sicurezza globale rappresenta un dovere etico - coinvolge le Nazioni Unite, il G8, la Banca Mondiale, l'Unione Europea, e tutte le altre Organizzazioni internazionali e regionali, e soprattutto la volontà politica di ogni singolo Stato.

La Comunità internazionale, come pure i Paesi più direttamente interessati, posseggono le risorse e le capacità per vincere questa lotta, il cui successo potrà tuttavia essere raggiunto attraverso il contributo e la responsabilizzazione di tutti.

In questa strategia il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo ha un ruolo centrale: esso è sempre stato tra i promotori di un'azione specifica rivolta a sconfiggere la povertà in ambito rurale; si tratta di una attività fondamentale, che auspicabilmente consentirà di raggiungere, nel rispetto dei principi e degli impegni contenuti nella "Dichiarazione del Millennio", l'obiettivo di dimezzare entro il 2015 la povertà nel mondo.
In tale contesto, la pubblicazione del "Rural Poverty Report 2001" da parte dell'IFAD ha fornito alla Comunità internazionale un importante documento di riferimento. L'Italia, nell'assoluto convincimento della fondamentale rilevanza dell'Organizzazione, ha triplicato, a partire dal 2001 il suo contributo volontario al Fondo, e ora sta studiando la possibilità di un ulteriore forte.

L'Italia ha altresì rafforzato negli ultimi tempi la cooperazione nel settore multi-bilaterale, con interventi inerenti le comunità rurali vulnerabili, la riabilitazione agricola e la sicurezza alimentare in alcune specifiche regioni, quali ad esempio l'Africa centrale ed occidentale e l'Iran. Al fine di ottimizzare la collaborazione con l'IFAD, è stato infine concluso nel novembre 2001 un articolato Accordo di partenariato per la formulazione di progetti e l'attuazione di iniziative co-finanziate dall' Italia e dall'IFAD.

L'Italia intende inoltre nell'ambito del suo impegno contro la fame nel mondo, offrire il suo contributo originale anche in altro modo. Ne è espressione la recente firma del Protocollo d'Intesa con la FAO, l'IFAD ed il PAM per la collaborazione internazionale nel settore agricolo ed agroalimentare: con questa iniziativa, noi intendiamo valorizzare la componente imprenditoriale del settore, stimolare un maggior ricorso al patrimonio scientifico e didattico degli Istituti Universitari e degli Enti di ricerca e sperimentazione, e favorire le azioni delle associazioni di categoria e delle ONG operanti nel settore agricolo ed agro-alimentare.
Il Protocollo d'Intesa si propone infatti il coinvolgimento di tutte le componenti della poliedrica realtà italiana del settore nell'azione condotta dalle tre OO.II. nella lotta contro la fame e la povertà nel mondo. Si tratta di un'iniziativa prima nel suo genere, sia per il numero (oltre duecento entità), sia per la rilevanza dei soggetti coinvolti, e sia per la globalità del suo raggio d'azione.

Sono particolarmente lieto di poter ringraziare il Presidente Båge per la risposta che anche in questa occasione l'IFAD ha dato al progetto, e per l'impegno che esso intende esplicare per la sua riuscita.

E mentre auguro al Fondo ogni ulteriore successo nella propria azione, desidero nel contempo ribadire, per tale successo, l'incondizionato e convinto sostegno dell'Italia.

Ringrazio infine vivamente il Consiglio dei Governatori per gli sforzi del Fondo in questa direzione, in piena sinergia con le altre Agenzie Agenzie del Polo agro-alimentare delle N.U., che Roma si onora di ospitare.