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  International Fund for Agricultural Development

Discorso del Segretario Generale Kofi Annan al Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, in Occasione del suo 25° Anniversario


Eccellenze, Signore e Signori,
Cari amici,

Ci incontriamo in un momento di incertezza e di ansietà che percorre il mondo intero. La possibilità della guerra in Iraq grava pesantemente sull’intera famiglia delle Nazioni Unite – compresi, ne sono certo, tutti noi che siamo qui riuniti oggi.

Ma questa crisi non dovrebbe distoglierci dalla nostra determinazione a portare avanti la più ampia agenda delle Nazioni Unite, dal momento che noi lavoriamo in tutto il mondo per raggiungere la libertà dalla paura, la libertà dal bisogno, e per proteggere le risorse del nostro pianeta.

Sono lieto, pertanto, che siamo qui riuniti oggi in occasione del 25° anniversario del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo. Nato a seguito delle gravi carenze di cibo e dal timore della carestia degli anni ‘70, l’IFAD venne creato per raggiungere un obiettivo che rappresenta il nocciolo della missione delle Nazioni Unite: contribuire ad incrementare la produzione alimentare quale mezzo per combattere la fame e la povertà.

La creazione dell’IFAD rappresentò una nuova tipologia di partnership – fra i Paesi dell’OPEC e le nazioni industrializzate, fra i Paesi in via di sviluppo e quelli sviluppati – attraverso cui ciascun gruppo fornì dei sostanziali finanziamenti per l’istituzione. Essa rappresentò un primo esempio di un’alleanza globale che andava oltre le differenze geografiche o ideologiche e univa tutti attorno all’obiettivo comune volto all’eliminazione della povertà e della fame.

 

 

La partnership continua ad essere la chiave dei successi dell’IFAD. I suoi programmi vengono sviluppati in collaborazione con i Paesi ospitanti, come pure con la società civile e il settore privato, da cui essi ottengono un importante appoggio. I risultati ottenuti dimostrano come lavorare insieme ad altri detentori di interessi possa aumentare grandemente l’efficacia delle organizzazioni internazionali.

Con un accento specifico sulle aree rurali, il contributo dell’IFAD alla diminuzione della povertà e della fame è evidente. I programmi a livello di comunità realizzati dall’IFAD rispondono infatti alle necessità identificate dagli stessi poveri che vivono nelle zone rurali. Essi aiutano i coltivatori diretti, i pastori poveri, i senza terra e – sopra tutto -- le donne delle campagne ad avere accesso agli strumenti di cui hanno bisogno per condurre la lotta contro la povertà e la fame.

Tale missione va al di là dell’alleviare le crisi alimentari a breve termine. Noi dobbiamo continuare ad affrontare i fattori soggiacenti che permettono alla vulnerabilità di persistere e alle carestie di ripetersi.

Ciò significa perseguire dei cambiamenti strutturali nelle aree rurali, al fine di mettere i poveri in grado di incrementare la loro capacità di ripresa.

Ciò significa assicurare che gli investimenti in favore del progresso sociale siano abbinati a investimenti e politiche che facciano aumentare la produttività rurale.

Ciò significa far fronte all’impatto dell’HIV/AIDS sulle comunità rurali, specialmente in Africa. A causa dell’AIDS, le capacità agricole vengono perdute, gli sforzi in favore dello sviluppo agricolo stanno diminuendo, i mezzi di sussistenza rurali si stanno frantumando, la capacità produttiva di lavorare la terra sta diminuendo ed i redditi delle famiglie stanno contraendosi, mentre i costi da sostenere per prendersi cura dei malati stanno aumentando in misura esponenziale.

In tempi di carestia, l’AIDS priva i Paesi della propria capacità di resistere, indebolendo quei meccanismi che mettono le popolazioni in condizione di reagire – in particolare i meccanismi di sopravvivenza messi in opera dalle donne.

Ciò significa che dobbiamo associare l’assistenza alimentare e i nuovi approcci all’agricoltura con le cure e la prevenzione dell’HIV/AIDS. Ciò significa sviluppare nuove tecniche agricole che siano appropriate ad una forza lavoro impoverita.

Ciò significa invertire il declino dell’Assistenza Ufficiale allo Sviluppo e di altri aiuti per lo sviluppo rurale e per l’agricoltura. Accolgo calorosamente la conclusione, coronata da successo, del Sesto Rifinanziamento delle risorse dell’IFAD. Questo è un gradito segnale del fatto che i Paesi donatori stanno dando seguito agli impegni assunti in occasione della Conferenza Internazionale sui Finanziamenti per lo Sviluppo, dello scorso anno.

Signore e Signori,

I leader mondiali, con la Dichiarazione del Millennio, si sono impegnati a fare dell’eliminazione della povertà estrema e della fame una priorità che passa sopra a tutte le altre. Il primo traguardo lungo questo percorso è l’obiettivo specifico di dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che vivono in condizioni di povertà estrema e soffrono la fame.

Possiamo raggiungere questi obiettivi solamente se terremo presente il fatto che tre quarti dei poveri del pianeta vivono tuttora nelle aree rurali, ricavando i propri mezzi di sostentamento dall’agricoltura a da altre attività collegate.

Dobbiamo affrontare il fatto che per queste persone, la rapida marcia della globalizzazione a livello internazionale, e della liberalizzazione a livello nazionale, attualmente crea più rischi che opportunità. Dobbiamo lavorare tutti insieme per aiutarli a raggiungere i livelli di qualità e gli standard richiesti, e per garantire che i regimi che regolano le politiche commerciali ed i diritti di proprietà intellettuale permettano ai produttori poveri di mantenere una posizione sostenibile all’interno del nuovo sistema.

Questo richiederà impegni concreti nel nuovo ciclo di trattative sul commercio così come nei più ampi dibattiti in materia di politiche. Sono felice di vedere le Nazioni Unite lavorare ancora più strettamente con l’OMC e le istituzioni di Bretton Woods in favore di questo obiettivo.

E ci richiede di lavorare in favore di una rivoluzione verde nel settore agricolo africano, affinché l’Africa possa fare progressi verso l’autosufficienza che abbiamo visto raggiungere altrove.

Amici,

Da Doha a Monterrey fino a Johannesburg, è stato riconosciuto il collegamento tra le priorità chiave dello sviluppo e le questioni che riguardano lo sviluppo rurale. E questo punto verrà affrontato in maniera più approfondita quando il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite si riunirà per il suo prossimo dibattito ad alto livello.

La nostra sfida è di tradurre questo rinnovato interesse in progressi concreti. Auspico una stretta ed effettiva cooperazione fra tutte le entità delle Nazioni Unite che si occupano dello sviluppo rurale.

Permettetemi di lodare l’IFAD per il suo continuo impegno, grazie all’abile guida del suo Presidente, Lennart Båge, nell’assicurare un’azione mirata ed agile del Fondo.

Confido che in occasione di questo 25° Anniversario, il Consiglio dei Governatori individuerà i mezzi che ci aiutino a fare progressi nella nostra comune missione. Vi auguro ogni successo nel vostro dibattito e mi congratulo con Voi per i 25 anni d’impegno nella partnership con i poveri delle aree rurali.

Molte grazie.

Roma, 19 febbraio 2003



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