Enabling poor rural people
to overcome poverty



Signor Presidente del Consiglio dei Governatori,
Signor Presidente dell’IFAD,
Signori Governatori,
Signori Delegati

Le sfide che le organizzazioni internazionali devono fronteggiare nel contesto attuale di crisi e di vincoli finanziari richiedono una forte leadership e responsabilità condivise. L’Italia è pronta a fare la sua parte e a sostenere l’istituzione nel raggiungimento degli obiettivi che insieme ci siamo prefissi con l’ultima ricostituzione delle risorse.

Vorrei esprimere la solidarietà del Governo italiano al popolo di Haiti gravemente colpito dal recente terremoto. Tale evento rievoca quanto accaduto all’Aquila lo scorso anno e non può che trovare il sostegno del popolo italiano. Un sostegno e una partecipazione resi ancora più profondi dalla magnitudine dell’evento e dalle condizioni di povertà in cui versa il paese.

I temi all’attenzione di questo Consiglio dei Governatori rappresentano due delle sfide globali più rilevanti per l’umanità e, in particolare, per i piccoli agricoltori dei paesi poveri a cui l’attività dell’IFAD si rivolge: la sicurezza alimentare e i cambiamenti climatici.

Più di un miliardo di persone al mondo sono sottoalimentate. Questo sconfortante dato è in parte il risultato della crisi economica mondiale che negli ultimi due anni ha provocato una riduzione del reddito e delle opportunità di occupazione, limitando in maniera significativa l’accesso dei poveri ai generi alimentari. Il 2009 è stato uno degli anni più difficili degli ultimi decenni, che ha colpito in particolare i più deboli. Il numero di persone che vivono in condizioni di povertà è cresciuto, e molti paesi hanno visto emergere una nuova classe di poveri.

Ci sono importanti segnali di ripresa, tuttavia, i fattori strutturali che hanno generato la crisi economica sono ancora presenti. I prezzi dei prodotti agricoli per quanto ridimensionati rispetto ai picchi raggiunti nel 2007 rimangono al di sopra della media degli ultimi decenni. L’espansione della produzione rimane limitata dai vincoli di accesso ai mercati di sbocco, al credito, ai fattori di produzione, in particolare le materie prime. I cambiamenti climatici introducono ulteriori incertezze nelle decisioni di investimento.

Di fronte a questo scenario preoccupante è nostro compito interrogarci sull’efficacia del sistema degli aiuti internazionali e sulla capacità delle Istituzioni internazionali di agire con misure rapide e incisive.

Dobbiamo intervenire per garantire la sopravvivenza dei più vulnerabili, ma anche per intensificare gli investimenti nell’agricoltura e ripensare un sistema di produzione, distribuzione e commercializzazione del cibo che funzioni appropriatamente.

In occasione del Vertice dei G8 all’Aquila, sono stati raggiunti importanti accordi per creare una partnership globale sull’agricoltura e la sicurezza alimentare che coinvolga il maggior numero di attori e adotti un approccio integrato e intersettoriale. Per dare concretezza a tali propositi, i leader si sono impegnati a stanziare 20 miliardi di dollari in tre anni per sostenere lo sviluppo rurale nei paesi poveri. Questo impegno ha messo in moto un importante processo di coordinamento internazionale volto non solo a monitorare questi impegni ma anche a verificare che le risorse vengano impegnate all’interno di programmi e politiche elaborate dai governi dei paesi recipienti.

La dichiarazione dell’Aquila ha riconosciuto la centralità del ruolo dei piccoli agricoltori e delle donne per la sicurezza alimentare. L’unicità del mandato dell’IFAD a favore di queste categorie investe l’istituzione di una specifica responsabilità che la comunità dei donatori le  ha già riconosciuto in occasione dell’ultima ricostituzione delle risorse.

Il tema della sicurezza alimentare è stato al centro anche delle discussioni del G20 di Pittsburgh e del recente Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare della FAO. In queste sedi, la comunità internazionale oltre ad incoraggiare l’aumento degli investimenti agricoli nei paesi più poveri, ha chiesto al sistema multilaterale degli aiuti di aumentare l’efficacia, l’efficienza e il coordinamento tra le istituzioni stesse. In linea con tali principi, l’Italia ha accolto con favore il processo di riforma del Comitato per la Sicurezza Alimentare che può rappresentare lo snodo centrale del partenariato globale tra tutti gli attori coinvolti.

 Altra questione inevitabilmente connessa al problema della sicurezza alimentare è quella dei cambiamenti climatici. Per affrontare con successo questa sfida globale è indispensabile che tutti i principali paesi responsabili delle emissioni si impegnino tramite interventi di riduzione e contenimento delle emissioni di biossido di carbonio. L’impegno è di rimuovere le barriere e creare gli incentivi necessari per la diffusione e il trasferimento di tecnologie a bassa emissione di gas nocivi. La globalità della sfida richiede uno sforzo congiunto della cooperazione internazionale e del settore privato che può contribuire in maniera significativa all’individuazione e applicazione di soluzioni efficaci.

 Le organizzazioni internazionali di sviluppo chiedono nuove risorse essenziali per concorrere a risolvere le sfide globali accentuate dall’attuale crisi economica e finanziaria. Tali richieste gravano sui bilanci pubblici dei paesi donatori, anch’essi provati dalla recessione economica.

 E’ necessario ottimizzare le risorse a disposizione per gli aiuti allo sviluppo assicurando che siano utilizzate attraverso sistemi trasparenti, attenti alla rendicontazione e alla capillare misurazione dei risultati. Si devono privilegiare forme di intervento maggiormente innovative e favorire le iniziative basate sulla collaborazione tra settore pubblico e settore privato. Vorrei ancora una volta portare ad esempio le iniziative promosse dall’Italia e da altri partner. Mi riferisco, in particolare, al Fondo globale per la lotta alla malaria, alla tubercolosi e all’AIDS e l’iniziativa AMC (Advance Market Commitment) per il vaccino contro lo Pneumococco.

 L’Italia intende continuare a svolgere un ruolo importante a sostegno dell’azione delle Nazioni Unite e delle Istituzioni finanziarie internazionali per garantire la sicurezza alimentare mediante un approccio di lungo periodo.

In ambito IFAD, il Governo italiano ha sostenuto i processi di riforma che si sono susseguiti nel tempo e fornito importanti contributi finanziari in occasione delle ricostituzioni delle risorse del Fondo. Il volume delle risorse raccolte nel corso dell’ultima ricostituzione garantisce all’istituzione la capacità di aumentare in maniera considerevole il programma di lavoro. A questo aumento, l’istituzione deve far fronte con rinnovato impegno nell’adeguamento dei processi di gestione interni.

 Signor Presidente, desidero concludere confermando il pieno sostegno dell’Italia all’IFAD per la crescente importanza del suo mandato, per le strategie attuate e la capacità di rispondere efficacemente alle nuove sfide poste dalla attuale crisi. Le auguro i migliori successi per il futuro.

17 febbraio 2010