Signora Presidente del Consiglio dei Governatori,
Signor Presidente dell’IFAD,
Signori Governatori,
Signori Delegati
E’ un vero onore ed un grande piacere per me porgere a voi tutti il saluto del Governo Italiano in occasione di questa trentaquattresima sessione del Consiglio dei Governatori. Questo è un anno molto importante per la nostra Repubblica: essa festeggia i centocinquanta anni della propria unitá. La presenza delle tre organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite di Roma sono un segno tangibile della nostra storia moderna, che abbiamo potuto costruire grazie al sostegno di voi Stati membri. Sono certo che vorrete unirvi a noi in questo momento di celebrazioni.
Esprimo inoltre il piú cordiale benvenuto al Governo della Repubblica dell’Uzbekistan e al Governo della Repubblica di Ungheria, i quali entrano oggi a far parte della famiglia di questo Fondo.
Mai come in questo momento emerge con evidenza la necessitá di individuare soluzioni strutturali alla costante carenza di materie prime alimentari ed alla diseguale distribuzione delle stesse tra Paesi ed all’interno dei paesi stessi.
Ancora oggi fame e povertá affligono piú di un miliardo di persone al mondo. Poiché la sopravvivenza della maggior parte di loro dipende quasi esclusivamente dall’agricoltura, lo sviluppo rurale svolge un ruolo decisivo nel promuovere la sicurezza alimentare e nel combattere la fame.
Nonostante la crescente attenzione della comunitá internazionale, la congiuntura economica attuale e le drammatiche conseguenze dell’aumento dei prezzi delle derrate alimentari sono oggi sempre piú un fattore di rischio per la stabilitá e la sicurezza di molte aree del mondo.
Secondo la Banca Mondiale, nei paesi in via di sviluppo dal giugno 2010 l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli ha spinto altri 44 milioni di persone nella povertá estrema. L’indice del prezzo del cibo è salito del 15% tra ottobre 2010 e gennaio 2011, ed è di soli tre punti inferiore al picco raggiunto nel 2008, quando numerose furono le rivolte in vari paesi del mondo. L’aumento della povertá estrema legata all’aumento dei prezzi dei generi alimentari e' anche associato a livelli piú alti di malnutrizione.
Per garantire una maggiore sicurezza alimentare a livello mondiale, la produzione di derrate dovrá aumentare del 70 percento di qui al 2050. Ció sará possibile solo con un significativo aumento della produttivitá, in particolare dei piccoli agricoltori. Questi ultimi devono essere messi nelle condizioni di poter beneficiare delle nuove dinamiche dei mercati. Sono quindi necessarie appropriate politiche agricole ed adeguati investimenti pubblici e devono prosperare i mercati locali con la collaborazione tra il settore pubblico, quello privato e la societá civile. Tutti questi sono temi che il G20, i cui Ministri delle finanze si riuniscono oggi a Parigi, ha posto tra le prioritá in agenda.
L’Italia ha sempre messo al centro delle proprie prioritá di politica internazionale la sicurezza alimentare, da ultimo con l’adozione dell’Aquila Food Security Iniziative al G8 del 2008. In quel contesto, oltre a ricordare il ruolo chiave dell’agricoltura nella lotta alla povertá, si è riconosciuto per la prima volta che il problema della sicurezza alimentare va affrontato in tutte le sue dimensioni. Questo è il messaggio che l’Italia intende ribadire anche in ambito G20.
L’Italia è infatti fermamente convinta che il sostegno ai piccoli agricoltori rappresenti una delle risposte piú efficaci per promuovere una crescita sostenibile nei paesi poveri. Nessuna iniziativa volta a combattere l’insicurezza alimentare puó avere successo senza un sostegno duraturo all’agricoltura e in particolar modo all’agricoltura di piccola scala.
Tutto ció si traduce in maggiori investimenti in campo agricolo, creazione di sistemi di mercato piú trasparenti e competitivi, servizi finanziari rurali piú accessibili, opportunitá di lavoro anche non agricolo, sviluppo delle imprese, e una rinnovata attenzione al ruolo cruciale svolto dalle donne nelle comunitá rurali.
L’Italia è conscia del ruolo fondamentale che le tre agenzie romane – con i loro mandati, diversi ed allo stesso tempo complementari – svolgono nel raggiungimento di tali obiettivi; l’Italia è grata di ospitarle e le sostiene con lealtà. Riteniamo che questo sia un segno tangibile del proprio impegno a garantire la sicurezza alimentare per tutti i paesi e per tutti i popoli, mediante un sistema multilaterale ed inclusivo.
E’ per questo motivo che l’Italia saluta con favore i processi di riforma delle agenzie volti a rendere il loro lavoro piu’efficiente ed efficace, e riconosce il ruolo di guida che il Fondo ha svolto in questo ambito. Tanto più in momenti di crisi quali gli attuali, i governi nazionali – ed a maggior ragione anche le Organizzazioni Internazionali – sono chiamati a rispondere con trasparenza al corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
All’IFAD l’architettura finanziaria internazionale riconosce un vantaggio comparativo nel finanziare le attività dei piccoli agricoltori. In molte regioni del mondo, in virtù dell’esperienza accumulata in più di 30 anni di attività, l’IFAD è l’istituzione finanziaria internazionale che offre la maggiore quantità di risorse per l’agricoltura.
L’Italia ha sostenuto con convinzione le recenti riforme messe in atto del Fondo, a partire dalla modifica del proprio modello operativo. Si è rafforzata, e ne siamo compiaciuti, la capacita di catalizzare risorse esterne sui propri programmi. Trova nuovamente conferma il principio secondo cui la doppia natura dell’IFAD – agenzia specializzata delle Nazioni Unite e Istituzione Finanziaria Internazionale – non rappresenta un ostacolo, ma conferisce invece all'organizzazione uno specifico valore aggiunto.
Signora Presidente del Consiglio dei Governatori,
Signor Presidente dell’IFAD,
Lunedì prossimo il Fondo avvierà la nona ricostituzione. E’ questo il momento più importante per la sua vita istituzionale: e’ il momento in cui i nostri Rappresentanti discuteranno – insieme con il management del Fondo – gli obiettivi strategici per il triennio 2012-2015 nonché le risorse necessarie per raggiungerli con la massima efficienza.
Sono certo che questo esercizio offrirá all’IFAD nuove opportunità di sviluppo e rafforzamento della propria azione, coerenti con le aspettative che la comunità internazionale rivolge verso questa Istituzione.
Grazie e buon lavoro.
Roma, 19 febbraio 2011