Enabling poor rural people
to overcome poverty



Signora Presidentessa del Consiglio dei Governatori,
Signor Presidente dell’IFAD,
Signori Governatori,
Signori Delegati

E’ un onore e un piacere per me partecipare a questo importante appuntamento annuale. Innanzitutto, vorrei esprimere un cordiale benvenuto al Governo della Repubblica dell’Estonia e al Governo della Repubblica del Sud Sudan quali nuovi membri dell’IFAD.

Oggi prendiamo una decisione importante sulla ricostituzione delle risorse del Fondo. Raggiungere l’obiettivo di 1,5 miliardi di dollari di contribuzioni è una sfida che richiede lo sforzo di tutti i donatori, inclusi i paesi emergenti il cui ruolo crescente nell’economia mondiale ci auspichiamo si traduca in un ruolo crescente nella cooperazione internazionale allo sviluppo.   

Per realizzare l’ambizioso programma dell’IFAD i contributi dei donatori sono indispensabili, ma non bastano. Occorre anche generare risorse finanziarie interne e mantenere rigorose politiche di spesa.

L’Italia, nonostante il difficile momento economico, crede nell’IFAD e nella sua missione e ha incrementato il proprio contributo al Fondo rispetto alla precedente ricostituzione delle risorse.

Le drammatiche conseguenze delle carestie in numerosi paesi in via di sviluppo, tra cui il Corno d’Africa e il Sahel, impongono che la sicurezza alimentare sia al centro dell’agenda globale. La solidarietà internazionale deve assicurare risorse finanziare affinché la produzione alimentare cresca in proporzione alla domanda e l’accesso al cibo sia garantito a tutti.

Un miliardo di persone soffre la fame. La fame non è solo mancanza reale di cibo, ma è anche cibo poco nutriente che compromette lo sviluppo fisico e mentale degli individui. Combattere la fame non è solo un imperativo morale, ma anche una scelta obbligata per assicurare lo sviluppo economico dei paesi.

Nel 2009, al Vertice dell’Aquila, abbiamo deciso di creare una partnership globale sull’agricoltura. Da allora abbiamo fatto progressi per aumentare la trasparenza dei mercati, contrastare l’eccessiva volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli e sostenere gli investimenti in agricoltura.

Oggi, in continuità con lo spirito dell’Aquila, il tema della sicurezza alimentare è al centro delle riunioni del G8 e del G20. Il focus è sui piccoli produttori e sulla necessità di introdurre criteri di sostenibilità nella produzione agricola mondiale.

L’unicità del mandato dell’IFAD, che opera in aree rurali povere, finanzia piccoli produttori agricoli e riconosce la centralità delle donne nella lotta alla povertà, investe l’istituzione di una specifica responsabilità nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo.

Sollevare dalla condizione di povertà 80 milioni di individui entro il 2015 è l’obiettivo che assegniamo oggi all’IFAD. E’ una sfida che richiede:

  • un’istituzione efficace, capace di valorizzare il proprio capitale umano e la collaborazione, in particolare, con le altre agenzie del polo agroalimentare romano;
  • un’istituzione incisiva nel dialogo con i Governi dei paesi partner per assicurare la ownership dei programmi e progetti finanziati;
  • un’istituzione flessibile nell’adottare un modello operativo in cui l’attenzione per l’ambiente è parte integrante del sostegno all’agricoltura;
  • un’istituzione innovativa nello sviluppare partnership con il settore privato a beneficio dei piccoli produttori che, tuttora ,rappresentano l’80 percento della produzione agricola dei paesi in via di sviluppo.

Ridurre la povertà e l’insicurezza alimentare è particolarmente difficile nei Paesi fragili. Tuttavia, l’IFAD può fornire un contributo importante e facilitare la transizione dai programmi di “aiuto d’emergenza” ai programmi di sviluppo di lungo termine evitando, così, che ampie fasce della popolazione cadano nella “trappola della povertà”.

  •  Oggi le sfide globali sono molteplici e le risorse di molti donatori limitate. I parlamenti, i governi e l’opinione pubblica valutano con attenzione crescente i risultati ottenuti dalle istituzioni internazionali e la trasparenza delle loro azioni. E’ quindi essenziale l’orientamento al risultato, la capacita di misurare i risultati e di renderne conto. 
  •  Il 2015, quando ci ritroveremo per decidere una nuova ricostituzione delle risorse dell’IFAD, coincide con la scadenza prefissata per il raggiungimento dell’obiettivo del millennio. In quello stesso anno, l’Italia ospiterà a Milano l’Esposizione Universale dedicata al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
  • Il 2015 sarà, quindi, un momento ideale di valutazione dei risultati ottenuti che coinvolgerà tutti noi, paesi partner, donatori e istituzioni. Questa scadenza deve essere uno stimolo ad agire più efficacemente verso l’obiettivo di dimezzare il numero di persone che soffrono la fame.
  • Signor Presidente, desidero concludere riconfermando il pieno sostegno dell’Italia all’IFAD e al tema degli incontri di questi giorni: “Sfamare il mondo, proteggendo il pianeta”.

Roma 22 Febbraio 2012