Signora Presidente del Consiglio dei Governatori,
Signor Presidente dell’IFAD,
Signori Governatori,
Signori Delegati,
È un onore e un piacere per me partecipare a questo importante appuntamento annuale. Sono lieto di constatare l’attenzione crescente nei confronti dell’IFAD, come testimoniano le recenti adesioni di nuovi membri e l’interesse manifestato da altri paesi a far parte dell’Istituzione.
Oggi abbiamo l’occasione di fare un bilancio dell’attività del Fondo. Da una parte, infatti, si è concluso il periodo di operazione di IFAD 8; dall’altra, è giunto al termine il mandato quadriennale del Presidente Kanayo Nwanze. Riteniamo che il bilancio sia molto positivo.
Il triennio di IFAD 8 (2010-2012) ha coinciso con un periodo caratterizzato da gravi carestie e da prezzi alimentari molto elevati e volatili che hanno aggravato gli effetti della crisi finanziaria globale nei paesi in via di sviluppo. Le condizioni di vita delle categorie più vulnerabili colpite dalla denutrizione restano critiche.
Per far fronte al problema della crescente insicurezza alimentare, l’IFAD ha incrementato il programma di prestiti e doni e ha mobilitato maggiori cofinanziamenti, contribuendo in modo determinante alla risposta della comunità internazionale. Il Fondo ha anche avviato un processo di trasformazione al proprio interno per utilizzare le risorse a disposizione in modo più efficace e efficiente.
La fiducia dell’Italia nell’operato dell’IFAD e nella leadership del Presidente Nwanze è testimoniata dal nostro sostegno alle ricostituzioni delle risorse del Fondo, che ha registrato un incremento sia in IFAD 8, sia in IFAD 9.
In uno scenario mondiale mutevole e in presenza di mercati agricoli in rapida evoluzione, l’IFAD ha dato prova di capacità di adattamento. È necessario proseguire in questa direzione per realizzare l’ambizioso biettivo del prossimo triennio: sollevare permanentemente dalla condizione di povertà 80 milioni di individui.
Nonostante i segni di ripresa economica, il contesto internazionale rimane difficile e incerto e numerosi paesi beneficiari degli interventi dell’IFAD soffrono di una crescente instabilità politica.
È quindi necessario un approccio differenziato e flessibile, che tenga conto delle condizioni locali e regionali, spesso soggette a repentini cambiamenti. È necessario rivolgere un’attenzione crescente alla sostenibilità dei progetti, più difficile da garantire in contesti fragili e instabili.
L’aumento registrato nei cofinanziamenti da parte dei governi locali è sicuramente un’importante garanzia del perdurare nel tempo dei benefici economici, sociali, istituzionali e ambientali dei progetti e dei programmi dell’IFAD.
Non si può parlare di sostenibilità senza parlare di partenariato, di cooperazione tra agricoltori locali, settore pubblico, settore privato e società civile. Il successo dipende dall’impegno di tutti gli attori e dalle sinergie che saranno in grado di creare.
È compito dei Governi definire e attuare adeguate politiche di sviluppo rurale che promuovano la piccola agricoltura e sostengano i gruppi più vulnerabili, anche tramite iniziative a sostegno delle organizzazioni e delle cooperative agricole locali.
Ma il settore privato può e deve svolgere un ruolo più attivo. I partenariati con il settore privato sono essenziali per consentire ai piccoli agricoltori rurali di avere un migliore accesso ai mercati, al credito, all’innovazione, al know-how tecnico e manageriale.
I partenariati con il settore privato sono anche la via per garantire che i programmi di successo siano replicati ed estesi, affinché possano beneficiarne un numero crescente di piccoli agricoltori, mettendo in moto circoli virtuosi di crescita e di sviluppo economico inclusivo.
I partenariati sono da sempre un elemento centrale nell’attività dell’IFAD. Tuttavia, complessità e diversità crescenti richiedono un rinnovamento, ma anche selettività per assicurare che l’azione rimanga focalizzata ed efficace.
Negli ultimi anni, l’attività dell’IFAD ha acquisito una crescente visibilità che riflette l’incisività della sua azione. È essenziale che l’IFAD continui a raggiungere risultati sempre più ambiziosi attraverso un’azione efficiente.
In questo contesto, desidero dare atto al Presidente Nwanze di aver adottato un’attenta politica di bilancio, che non prevede aumenti di spesa nel 2013. Un orientamento prudente, che risponde a quanto auspicato dall’Italia e da numerosi altri stati membri, deve continuare a contraddistinguere l’IFAD anche in futuro.
Signor Presidente, desidero concludere congratulandomi per la sua rielezione. Siamo certi che con la sua leadership, l’IFAD diventerà un partner sempre più rilevante per tutti gli attori pubblici e privati, nazionali e internazionali, impegnati a promuovere un’agricoltura sostenibile a supporto delle comunità locali.