Enabling poor rural people
to overcome poverty



Signor Presidente, On.li Governatori, Signori e Signore,

La comunità internazionale, all'inizio del nuovo millennio, ha deciso di affrontare con determinazione il problema della povertà: nel corso del Millennium Summit delle Nazioni Unite dello scorso Settembre i nostri governi hanno nuovamente sottolineato il loro impegno per il raggiungimento degli obiettivi internazionali di sviluppo entro il 2015, evidenziando che il raggiungimento di questi obiettivi depende anche da corrette politiche di sviluppo a livello nazionale e internazionale, compresa una maggiore trasparenza dei sistemi finanziari monetari e commerciali.

Dobbiamo constatare che non tutti hanno tratto vantaggio della globalizzazione. In un mondo che sta diventando sempre più interconnesso e interdipendente si verificano effetti positivi, ma si corrono anche dei rischi. Mentre la diffusione delle conoscenze ha aumentato la speranza di vita media, le malattie contagiose si diffondano da un paese all'altro. La rivoluzione informatica offre un'opportunità senza precedenti pre la partecipazione dei poveri allo sviluppo, ma é aumentato il divario nell'accesso alle nuove tecnologie.

Nell'ultima decade la globalizzazione é andata di pari passo con notevoli migliorament economici, ma la crescita economica non é sufficiente per sconfiggere la povertà. L'aummento della popolazione del virus HIV, i conflitti, la volatilità dei prezzi del petrolio e delle materie prime hanno accentuato l'incertezza e le disuguaglianze. Le cifre contneute nel rapporto dell'IFAD per il 2001 sulla povertà nelle aree agricole dimostrano la gravità della situazione. Un miliardo e 200 milioni di persone si trovano in condizioni di estrema povertà, mentre tre quarti dei poveri vivono nelle aree rurali. si riconosce altresi che il progresso registrato tra il 19990 ed il 1998 é insufficiente per il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione della povertà entro iol 2015.

Oggi é evidente il contrasto tra la grande dinamicità di altri settori dell'economia mondiale nei quali la tecnologia sta trasformando radicalmente le strutture produttive e l'arretratezza di gran parte delle aree agricole in molti paesi in via di sviluppo.

Inoltre, i fenomeni naturali sembrano perseguitare proprio quelle aree nelle quali sono più difficili le condizioni di vita, vanificando gli sforzi che i governi e le istituzioni internazionali stanno compiendo per promuovere iniziative produttive. Dopo le inondazioni del Centro America, alcuni terrmoti hanno sconvolto aree intensamente popolate, come quelli recenti in Salvador e in India.

I nostri governi, nell'intento di continuare a sostenere le iniziative a favore delle popolazioni più bisognose, si sono posti il problema dell'efficacia delle strutture che operano sul piano nazionale e su quello multilaterale nella prospettiva della lotta alla povertà e della protezione dei gruppi vulnerabili. Le crisi finanziarie che hanno scosso i mercati internazionali, mettendo in pericolo lo sviluppo economico in molti paesi, hanno imposto una riflessione sulla stabilità dell'intero sistema finanziario e sui compiti delle IFI. Tra l'altro, senza la stabilità dei sistemi finanziari non vi sono le condizioni per offrire servizi finanziari più ampi alle popolazioni rurali, per l'accesso al credito e all'assicurazione.

Nella grande famiglia delle istituzioni che si dedicano allo sviluppo, l'IFAD, come agenzia specializzata delle Nazioni Unite, non solo ha ricevuto il mandato di combattere la fame e la povertà nei paesi a basso redito, ma è stato concepita come istituzione finanziaria. Si trova quindi nell'ideale posizione di cerniera tra le finalità sociali generali perseguite dalle Nazioni Unite e la concreta attività di finanziamento dei progetti specifici, tipica delle Istituzioni Finanziarie Internazionali (IFI).

La sua attitudine, sviluppata nel tempo, a coinvolgere le istituzioni locali nei paesi benficiari e a promuovere la "patnership" e la corresponsabilità ha contribuito a realizzare una gestione delle risorse più decentralizzata ed efficace anche con l'aiuto delle ONG, che dispongono di organizzazioni capilari nelle zone rurali.

La cooperazione con le IFI, in particolare con la Banca Mondiale e le Banche regionali di sviluppo, non si limita ai confinanziamenti. É di grande importanza la partecipazione dell'IFAD alla definizione di un quadro strategico di riferimento in collaborazione con la Banca Mondiale e l'UNDAF (United Nations Development Assistance Framework) che prevede un'azione coordinata delle istituzioni e dei paesi donatori per evitare duplicazione di iniziative e inefficienze nell'utilizzazione degli aiuti.

Ho messo l'accento sulla peculiare caratteristica dell'IFAD come istituzione capace di utilizzare le sue pur limitate risorse in modo innovativo con particolare competenze nel potenziamento degli strumento finanziari a favore delle popolazioni rurali.

Desidero sottolineare al riguardo l'importanza per i paesi a basso reddito dello sviluppo della micro-finanza nelle aree rurali, fondamentale per far fronte alla scarsa capacità di autofinaziamento e alle oscilliazioni dei guadagni tipiche del settore agricolo. Purtroppo, il microcredito ha avuto uno sviluppo limitato anche per la carenza di una strategia che tenga conto delle diversità delle condizioni locali. Siamo convinti che l'IFAD può svolgere un ruolo importante per promuovere l'aggregazione nazionale delle tante istituzioni che operano a livello informale nel settore, comprese le ONGs.

Il vantaggio comparato dell'IFAD è quello dell'approccio partecipativo che si basa nella continua e costruttiva cooperazione con le autorità locali e nell' "ownership" dei progetti da parte dei paesi beneficiari. Esso consente di definire correttamente le priorità delle popolazioni rurali nel rispetto delle loro culture e tradizioni.

L'IFAD ha dimostrato anche di attribuire grande importanza al ruolo della donna nell'elaborazione e nell'attribuzione dei progetti. Riteniamo che la riduzione degli ostacoli che si frappongono ad una maggiore autonomia delle donne nel possesso della terra e ad una più equa retribuzione del reddito rispetto all'uomo rafforzi l'economia familiare nelle zone rurali e sia di grande beneficio anche per l'educazione dei figli. Apprezziamo molto l'azione di questa istituzione nel promuovere la partecipazione delle donne facilitandone l'accesso alle attività produttive e alle risorse anche in posizioni manageriali.

Desidero commentare brevemente i risultati della quinta ricostituzione delle risorse di questa istituzione.

In seguito alle lunghe consultazioni ufficiali e non ufficiali svolte, abbiamo ora la certezza che l'esercizio del "replenishment" si è concluso. Il governo Italiano considera tuttavia l'ammontare delle risorse disponibili insufficiente rispetto all'importanza degli obiettivi generali da raggiungere e allo specifico programma di prestiti dell'IFAD.

L'Italia è comunque uno dei maggiori contribuenti nella V ricostituzione e sta dimostrando di voler impegnarsi ancora di più con contributi speciali (è stato recentamente annunciato un contributo per l'iniziativa PASARP in Albania).

Sarà il nuovo Paralamento Italiano, che sarà eletto con le elezioni politiche della prossima primavera ad approvare la partecipazione italiana alla ricostituzione delle risorsse dell'IFAD, sulla base degli impegni presi.

Il Governo italiano ha molto apprezzato l'opera del Presidente Al Sultan e desidera esprimergli un vivo ringraziamento per i notevoli risulatati raggiunti e l'efficacia della sua azione, sempre ispirata a due fondamentali principi, quello della realizzazione degli obiettivi statutari dell'IFAD e quello del suo equilibrio finanziario. Egli ha dimostrato grande sensibilità per gli aspetti sociali del suo mandato e una non comune visione strategica in una fase di grandi cambiamenti, sia per quanto riguarda le problematiche da affrontare che per il ruolo delle istituzione internazionali. Nella scelta del nuovo Presidente, le linee essenziali del ruolo disegnato da Fawzi Al Sultan possono essere uno dei criteri di riferiemento. Ho fiducia che la nostra scelta sarà all'altezza delle sfide che l'IFAD si appresta ad affrontare.

Desidero infine esprimere un sincero ringraziamento a tutto il personale dell'IFAD e al Management pe aver contribuito con competenza e dedizione al raggiungimento di importanti risultati.