Per Dimezzare la Povertà ne Mondo Bisogna Puntare sul Settore Agricolo dei Paesi in via di Sviluppo
Roma , 12 febbraio 2001- Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), agenzia delle Nazioni Unite a Roma, presenterà nel corso di una Conferenza Stampa a Roma, lunedì 19 febbraio 2001 alle ore 12,30 presso la Stampa Estera, il Rapporto sulla Povertà Rurale 2001 La sfida di eliminare la povertà rurale. Il rapporto afferma che i leader mondiali non riusciranno a mantenere limpegno preso di dimezzare il numero dei poveri al mondo per il 2015, se saranno solo 10 milioni coloro che ogni anno riescono a venire fuori dalla povertà, invece dei 30 milioni previsti. Le conseguenze di questo fallimento sono particolarmente pesanti nellAfrica Sub-Sahariana, dove il tasso di riduzione della povertà è sei volte più lento rispetto a quello necessario per raggiungere lobiettivo. Coloro che vivono nelle zone rurali costituiscono tuttora la maggioranza dei poveri del mondo, e tutte le analisi suggeriscono che la situazione rimarrà tale ancora per i prossimi 30 anni ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Se vogliamo raggiungere lobiettivo che ci siamo posti per il Millennio, dobbiamo impegnarci con maggior vigore ed indirizzare i nostri interventi in modo più chiaro e preciso.
Il fallimento deriva in larga misura dal concetto erroneo che il problema della povertà si sia spostato dalle zone rurali alle sempre più affollate mega-metropoli dei paesi in via di sviluppo- ha dichiarato il Presidente dellIFAD Fawzi H. Al-Sultan. Il 75% dei poveri del mondo vive in zone rurali, la maggior parte di loro si guadagna da vivere coltivando la terra o come forza lavoro rurale. Poiché si prevede che per il 2020 questa percentuale si abbasserà solo sino al 60%, è fondamentale porre laccento sulla povertà rurale e sullo sviluppo agricolo per una riduzione generale della povertà.
La nostra esperienza ci ha più volte dimostrato che se si creano condizioni adeguate per sostenere le attività delle popolazioni povere, queste possono autonomamente trovare il modo di uscire dalla povertà, ed allo stesso tempo contribuire in modo significativo alla produzione ed allo sviluppo nazionali- ha affermato Fawzi Al-Sultan. Il primo aspetto della strategia per creare tali condizioni è ribaltare la marginalizzazione in cui da sempre vivono le popolazioni rurali povere. Per ottenere ciò bisogna fornire loro gli strumenti per rafforzarsi, consentendo il loro accesso ai beni produttivi (quali la terra, lacqua ed il capitale), alla tecnologia (specialmente quella che può ottenersi a basto costo, basso rischio, ed incoraggi metodi di produzione ad alta intensità di mano dopera) ed ai mercati (locali, regionali e globali). E necessario, inoltre, che vi sia un controllo da parte delle popolazioni rurali povere sulle istituzioni che mediano laccesso a queste risorse produttive e ne stabiliscono le regole.

IFAD is a specialised agency of the United Nations with the specific mandate of combating hunger and poverty in the most disadvantaged regions of the world. Since 1978 IFAD has financed 578 projects in 114 countries, allocating almost US$ 7 billion in the form of loans and grants. Through these projects, about 250 million rural people have had a chance to move out of poverty.
IFAD makes the greater part of its resources available to low-income countries on very favourable terms, with up to 40 years for repayment and including a grace period of up to ten years and a service charge of 0.75% per year.

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