Comunicato Stampa: IFAD/25/01
''Riconsiderare lefficacia degli aiuti allo sviluppo: nuove soluzioni. Ruolo fondamentale delle comunità negli interventi per ridurre la malnutrizione''. Questo largomento principale di un seminario organizzato dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) - 19-20 - Settembre presso lHotel Silva Splendid a Fiuggi.
La malnutrizione è un aspetto persistente della povertà nei paesi in via di sviluppo. Negli ultimi ventanni i progressi nella lotta alla malnutrizione, estremamente diffusa, sono stati molto lenti. LOMS ha stimato che almeno 215 milioni di bambini soffrono di rachitismo (ovvero il livello del loro sviluppo fisico non è proporzionato alletà). Rappresentano almeno un terzo (33%) di tutti i bambini dei paesi in via di sviluppo. La malnutrizione cronica, rispetto a quella stagionale, comporta conseguenze molto gravi. Tra i bambini rachitici il tasso di mortalità è molto più alto, come anche il rischio di ritardo nello sviluppo mentale e motorio.
Le cause sono molteplici e vanno ricercate nella mancanza di possibilità e di istruzione. La malnutrizione cronica è una delle conseguenze dirette della povertà. I bambini rachitici non vengono nutriti a sufficienza. Inoltre vivono in condizioni igienico-sanitarie inadeguate. Le madri hanno uno scarso livello di istruzione, non sono informate, hanno un carico eccessivo di lavoro e troppo poco tempo per occuparsi dei figli.
Molto è stato scritto sulla mancanza di efficacia degli aiuti allo sviluppo. Una delle varie ragioni per cui tali aiuti risultano inefficaci è che i fondi vengono investiti in interventi non mirati. Programmi che intendano migliorare la sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo devono avvalersi di indicatori efficaci e pertinenti per definire con precisione, monitorare e valutare gli interventi.
Il seminario di Fiuggi si pone due obiettivi principali. Innanzi tutto, rendere nota lutilità degli indicatori antropometrici come strumenti a basso costo per studiare e registrare gli effetti di un intervento, strumenti già disponibili ai donatori e agli esperti dello sviluppo. In secondo luogo, evidenziare il ruolo fondamentale delle organizzazioni comunitarie di base (ad esempio, gruppi di madri) come strumento per la realizzazione di interventi futuri mirati a migliorare la sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo. Le comunità locali non devono solo essere coinvolte, ma anche rafforzate, in modo che possano porsi loro stesse degli obiettivi e monitorare i risultati.
Tra i partecipanti, circa 75-80 persone, saranno presenti rappresentanti di paesi donatori e di organizzazioni internazionali (inclusi lIFAD, la FAO e lOMS), responsabili di programmi nei paesi in via di sviluppo, ricercatori accademici ed esperti del settore. Il seminario intende valutare e proporre dei cambiamenti nelle strategie di intervento. I partecipanti saranno invitati a lanciare un programma sperimentale a medio termine per ridurre la malnutrizione. Tale programma si basa sullaumento delle capacità delle organizzazioni comunitarie di base e sulluso di indicatori antropometrici.
LIFAD
è unagenzia specializzata delle Nazioni Unite con il
mandato unico di combattere la fame e la povertà nelle regioni
più svantaggiate della terra. Dal 1978 a oggi, lIFAD
ha finanziato 584 progetti in 114 paesi, comprese la Cisgiordania
e la Striscia di Gaza, per un impegno complessivo di circa 7,2 miliardi
di dollari tra prestiti e donazioni. Grazie a tali progetti, circa
250 milioni di poveri delle aree rurali hanno avuto unoccasione
di uscire dalla condizione di povertà. LIFAD mette
la maggior parte delle proprie risorse a disposizione di paesi a
basso reddito, a condizioni estremamente favorevoli: fino a 40 anni
per la restituzione del debito, periodo di grazia fino a 10 anni
e un tasso dinteresse pari allo 0,75% annuo.