Enabling poor rural people
to overcome poverty



Comunicato n.º: IFAD/11/07

Roma, 16 febbraio 2007- I produttori delle zone rurali non stanno beneficiando pienamente dei nuovi mercati perché i loro prodotti  non hanno il valore aggiunto necessario per competere contro i grandi distributori come le catene di supermercati. E’ quanto hanno sostenuto gli esperti nella tavola rotonda dell’IFAD che si è tenuta su questi temi durante il Consiglio dei Governatori del Fondo.

Sostenere i produttori rurali poveri ad avere accesso alla “catena di valore”- l’insieme delle attività necessarie per portare un bene dalla produzione fino al suo consumo, inclusa la commercializzazione e la pubblicità – potrà aiutare i piccoli agricoltori a promuovere meglio i loro prodotti.

I relatori hanno invitato gli esperti dello sviluppo presenti ad analizzare il meccanismo della catena di valore per comprendere meglio le sfide che gli agricoltori devono affrontare, per identificare le dinamiche relazionali e individuare i soggetti che hanno il potere di governare la catena.

Maria Oliva Lizarazo, Direttore dell’ IFAD per lo Sviluppo delle micro-imprese rurali in Colombia, ha descritto un progetto attuato con successo in quel Paese, grazie al quale gli agricoltori hanno riconosciuto bisogno di sviluppare nuove idee e rivolgersi a nuovi mercati per non essere completamente in balia della concorrenza. Anche se l’adattamento ai nuovi mercati non faceva parte del progetto originario, la Lizarazo ha detto che questi agricoltori hanno compreso l’importanza dell’innovazione e dell’offerta di prodotti di migliore qualità per essere più competitivi.

“Sono passati dalla passività al farsi parte attiva quando hanno capito che cambiando avrebbero potuto modificare diverse categorie di soggetti all’interno della catena”, ha dichiarato la Lizarazo.

Hans Posthumus, un esperto di strategie d’impresa, ha dichiarato che l’apparizione di importanti catene di supermercati e la perdita di potere dei produttori nei confronti dei fornitori hanno modificato la struttura del settore agro-alimentare e potrebbero rendere inefficaci le iniziative per ridurre la povertà.

“Occorre moltiplicare gli sforzi al fine di migliorare l’analisi di questi cambiamenti e di queste tendenze”, ha dichiarato Postumus. “Allo stesso tempo, se lo sviluppo della catena di valore può facilitare l’accesso a nuovi mercati, l’occupazione rurale può soffrirne. Non si può continuare ad assistere all’aumento di impieghi precari nei quali i lavoratori vengono pagati molto poco”.

Goran Damovski, specialista nell’integrazione della filiera per i progetti dei servizi finanziari agricoli dell’IFAD, ha descritto nel corso della tavola rotonda il lavoro dell’organizzazione in una regione nella quale nove catene di valore sono state sostenute. La sua esperienza ha dimostrato che i gruppi di donatori devono destinare molto del loro tempo e del loro denaro per ottenere i risultati sperati. Una collaborazione più intensa tra tutti gli attori della catena legati al processo è d’importanza cruciale.

 


IFAD is a specialized agency of the United Nations dedicated to eradicating poverty and hunger in rural areas of developing countries. Through low-interest loans and grants, it develops and finances projects that enable poor rural people to overcome poverty themselves. There are 185 ongoing IFAD-supported rural poverty eradication programmes and projects, totalling US$6.1 billion. IFAD has invested US$2.9 billion in these initiatives. Cofinancing has been provided by governments, beneficiaries, multilateral and bilateral donors and other partners. At full development, these programmes will help nearly 77 million poor rural women and men to achieve better lives for themselves and their families. Since starting operations in 1978, IFAD has invested US$9.5 billion in 732 programmes and projects that have helped more than 300 million poor rural men and women achieve better lives for themselves and their families. Governments and other financing sources in the recipient countries, including project participants, have contributed US$9.1 billion, and multilateral, bilateral and other donors have provided another US$7.1 billion in cofinancing.