Comunicato n. IFAD/12/07
Roma 15 Febbraio 2007 - Nell’intervento conclusivo, il britannico James Harvey, presidente del Consiglio dei Governatori, ha sottolineato l’importanza della coordinazione e cooperazione internazionale – messaggio condiviso ed echeggiato dai delegati nei loro interventi.
“Il filo conduttore di tutti questi interventi è chiaro – ha detto Harvey – ed è che un impegno collettivo e un autentico partenariato sono fondamentali per il successo di qualsiasi iniziativa”.
Harvey ha richiamato l’intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano, Tommaso Padoa-Schioppa, circa l’importanza di un approccio integrato e armonico, quale viene richiesto anche dall’Alto comitato per la riforma delle Nazioni Unite.
“L’IFAD - ha aggiunto Harvey – ha beneficiato in modo consistente del generoso sostegno del Paese che lo ospita, sostegno ribadito dalla conferma del Ministro Padoa-Schioppa del contributo italiano ai fondi per il Settimo Rifinanziamento dell’IFAD per 41.5 milioni di euro”.
“L’occupazione e le condizioni di vita nelle zone rurali” è stato il tema del Consiglio dei Governatori di quest’anno. Molti dei Paesi più poveri soffrono la piaga degli alti tassi di disoccupazione e sotto-occupazione, specialmente nelle aree rurali. Redditi più alti e standard di vita migliori in alcune aree urbane hanno incoraggiato un gran numero di contadini poveri a migrare nelle periferie delle città o in altri Paesi in cerca di lavoro. Coloro che sono rimasti nelle aree rurali si trovano a fronteggiare nuove sfide che richiedono un rinnovato impegno nello sviluppo agricolo.
Si sono anche tenute tre tavole rotonde su argomenti correlati: migrazioni e occupazione rurale, promozione del lavoro agricolo attraverso un approccio efficace; creazione di opportunità di vita e di guadagno per i giovani di queste aree.
L’Assistente del Presidente dell’IFAD per la Gestione dei Programmi, Kevin Cleaver, ha richiamato l’attenzione sul sostegno generalizzato espresso all’IFAD negli interventi pronunciati dai Governatori e il paradosso di “un così forte sostegno mentre gli aiuti all’agricoltura e allo sviluppo rurale continuano a stagnare”.
“L’appoggio dei Governatori dell’IFAD – ha continuato Cleaver – ci consente di fornire supporto finanziario e tecnico a un gran numero di progetti nei Paesi in via di sviluppo e dà legittimità all’approccio perseguito dall’IFAD in questi progetti”.
Nel suo discorso d’apertura, il Presidente dell’IFAD, Lennart Båge, ha illustrato il programma di lavoro dell’IFAD del 2006, che ha avuto una piena riuscita, e i piani dell’organizzazione per incrementare ulteriormente i successi in futuro.
“L’IFAD – ha detto Båge – ha sostenuto fino ad oggi centinaia di milioni di contadini, e tuttavia dobbiamo fare ancora di più. L’impatto di sviluppo dei progetti e programmi dell’IFAD può e deve essere ancora più forte. Per riuscirvi, l’IFAD ha accelerato il suo processo di riforma e sta lavorando per l’implementazione di un Piano d’Azione per l’Effettivo Sviluppo. Stiamo rafforzando l’IFAD, per renderlo pronto ad affrontare le sfide che sono di fronte a noi – ha concluso il Presidente del Fondo – e siamo determinati a far tornare l’agricoltura e la povertà rurale nell’agenda internazionale”.
Nel suo primo messaggio al Consiglio dei Governatori dell’IFAD, il neo-nominato Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha ammonito che i progressi verso il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono stati diseguali e ha sottolineato il ruolo cruciale che l’IFAD deve giocare per produrre una svolta: “I progetti sostenuti dall’IFAD non solo contribuiscono direttamente a ridurre la povertà nelle aree rurali, dove vivono i tre quarti della popolazione mondiale più povera, ma costituiscono anche un esempio per tutti coloro che sono impegnati nello sforzo globale per mettere fine alla povertà e alla fame”.
Il Primo Ministro della Repubblica del Mozambico, Luisa Dias Dogo, nel suo discorso d’apertura del 30° Consiglio dei Governatori ha lanciato un appello per mettere fine alle condizioni allucinanti nelle quali versano vaste popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.
Come co-presidente dell’Alto Comitato per la riforma delle Nazioni Unite, la signora Diogo ha anche parlato dell’importanza di una forte coerenza ed efficacia finalizzate allo sviluppo attraverso il sistema delle Nazioni Unite, perché “l’Onu – ha detto – riveste un ruolo importante per i nostri sforzi mirati a conseguire uno sviluppo sostenibile”.
Il Consiglio ha esaminato il rapporto sul Settimo Rifinanziamento dei Fondi IFAD e approvato le relazioni finanziarie dell’IFAD per il 2005 e il bilancio amministrativo dell’IFAD per il 2007 pari a 67.49 milioni di dollari. Gli Stati Uniti si sono astenuti sul bilancio amministrativo del Fondo. Il Consiglio ha anche approvato un bilancio amministrativo per l’Ufficio di Valutazione per 5.69 milioni di dollari.
Il Consiglio dei Governatori è l’autorità decisionale più alta dell’IFAD. Si riunisce una volta l’anno, facendo convenire i delegati dei 165 Paesi membri dell’Organizzazione.
L’IFAD è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di eliminare la povertà e la fame nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. Attraverso donazioni e prestiti a tassi agevolati, l’IFAD promuove e finanzia progetti che mettano i poveri delle aree rurali in condizione di sconfiggere la povertà. Ad oggi sono in corso di attuazione 185 progetti e programmi, sostenuti dall’IFAD, mirati a combattere la povertà rurale, per un impegno finanziario complessivo pari a 6,1 miliardi di dollari. L’IFAD ha investito 2,9 miliardi di dollari in tali iniziative. Cofinanziatori di tali progetti e programmi sono stati governi, beneficiari, donatori bilaterali e multilaterali e altri partner. Una volta attuati interamente, questi programmi aiuteranno circa 77 milioni di uomini e donne povere che vivono nelle aree rurali a migliorare le proprie condizioni di vita e quelle delle loro famiglie. Dal 1978, l’anno in cui ha iniziato le proprie attività, l’IFAD ha investito 9,5 miliardi di dollari nel finanziamento di 732 progetti e programmi che hanno aiutato più di 300 milioni di uomini e donne povere che vivono nelle aree rurali a migliorare le proprie condizioni di vita e quelle delle loro famiglie. I governi e altri finanziatori dei paesi destinatari dei progetti, compresi i beneficiari dei progetti stessi, hanno partecipato con circa 9,1 miliardi di dollari, mentre donatori bilaterali e multilaterali e altri partner hanno contribuito al finanziamento dei progetti con altri 7,1 miliardi di dollari.