Comunicato IFAD/33/07
Roma, 26 giugno 2007 – Gli agricoltori poveri del Burundi otterranno animali, farmaci veterinari e corsi di formazione grazie a un nuovo progetto di sviluppo da 17,8 milioni di dollari, finanziato dall’IFAD. Il progetto li aiuterà a nutrire le proprie famiglie e a guadagnare il denaro di cui hanno estremo bisogno vendendo carne, latte e altri prodotti. Beneficiarie del progetto saranno circa 560.000 persone povere che vivono nelle aree rurali di sette province.
“Il Burundi è uno dei paesi più poveri del mondo”, ha dichiarato Claus Reiner, il responsabile della gestione dei programmi dell’IFAD in Burundi. “Dodici anni di guerra civile hanno ridotto in condizioni di povertà circa il 70 per cento di quanti risiedono nelle aree rurali.”
“Animali come pecore, capre, conigli, porcellini d’India, pollame e api possono giocare un ruolo chiave per garantire la sicurezza alimentare delle famiglie e accrescere il loro reddito”, spiega Reiner.
Il Progetto di sostegno alla riabilitazione del settore zootecnico sarà in gran parte finanziato attraverso una donazione di 14 milioni di dollari da parte dell’IFAD. In quanto paese fortemente indebitato ed estremamente vulnerabile, il Burundi può usufruire di un contributo finanziario interamente in forma di donazione, in base al nuovo quadro di sostenibilità del debito approvato dall’IFAD, che trasforma i prestiti in donazioni nel caso di quei paesi che non vengano giudicati in grado di sostenere il peso di un debito. Il quadro di sostenibilità del debito fa parte di uno sforzo congiunto da parte delle maggiori istituzioni finanziarie multilaterali per garantire che l’assistenza finanziaria indispensabile non sia fonte, per i paesi più bisognosi, di squilibri finanziari eccessivi.
L’accordo di donazione è stato firmato il mese scorso da Jean de Dieu Mutabazi, ministro dell’agricoltura e dell’allevamento della Repubblica del Burundi, e dal vicepresidente dell’IFAD Kanayo Nwanze. Il governo del Burundi collaborerà al finanziamento del programma con 2,2 milioni di dollari, e i beneficiari del programma contribuiranno a loro volta con altri 1,6 milioni.
Ai piccoli agricoltori saranno distribuiti animali e farmaci veterinari di base. Una volta avvenuto il primo ciclo riproduttivo, gli agricoltori passeranno alcuni dei nuovi animali ad altre famiglie rurali povere. Gli agricoltori diventeranno proprietari degli animali solo dopo averne ridistribuito i cuccioli.
“Questo sistema di distribuzione è conosciuto come catena della solidarietà”, dice Reiner. “Un altro programma finanziato dall’IFAD in Burundi utilizza le catene della solidarietà per distribuire il bestiame e abbiamo riscontrato che il sistema funziona bene.”
Le catene della solidarietà saranno gestite da comitati eletti dai membri del villaggio. Il Centro africano per la risoluzione costruttiva delle controversie (ACCORD), un’organizzazione non governativa, lavorerà al fianco dei comitati per garantire una corretta gestione delle catene. In particolare, si controllerà che gli animali siano di qualità ed età analoghe quando vengono distribuiti, in modo che tutti possano trarne pari benefici.
Il progetto formerà e finanzierà membri della comunità che svolgano la funzione di veterinari, al fine di migliorare le condizioni di salute e la produttività del bestiame. Garantirà inoltre la possibilità di accedere ai centri di trasformazione, in modo che gli agricoltori possano vendere al mercato prodotti quali latte e miele.
Il progetto favorirà in primo luogo i gruppi più vulnerabili – giovani disoccupati, donne sole a capo di una famiglia e rifugiati rientrati in patria che non possiedono terra né bestiame. Il progetto opererà nelle province di Cibitoke, Kayanza, Karuzi, Ruyigi, Gitega, Bururi e Bujumbura.
Il progetto introdurrà anche corsi di formazione rurale sul campo, un metodo di formazione tecnica che consente ai piccoli proprietari di migliorare le loro capacità di gestione del bestiame.
Questo è l’ultimo dei sette progetti e programmi, di cui tre in corso di attuazione, finanziati dall’IFAD in Burundi, per un investimento complessivo pari a 87,8 milioni di dollari.
L’IFAD è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di eliminare la povertà e la fame nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. Attraverso donazioni e prestiti a tassi agevolati, l’IFAD promuove e finanzia progetti che mettano i poveri delle aree rurali in condizione di sconfiggere la povertà. Ad oggi sono in corso di attuazione 195 progetti e programmi, sostenuti dall’IFAD, mirati a combattere la povertà rurale, per un impegno finanziario complessivo pari a 6,7 miliardi di dollari. L’IFAD ha investito 3,1 miliardi di dollari in tali iniziative. Cofinanziatori di tali progetti e programmi sono stati governi, beneficiari, donatori bilaterali e multilaterali e altri partner. Una volta attuati interamente, questi programmi aiuteranno circa 86 milioni di uomini e donne povere che vivono nelle aree rurali a migliorare le proprie condizioni di vita e quelle delle loro famiglie. Dal 1978, l’anno in cui ha iniziato le proprie attività, l’IFAD ha investito 9,6 miliardi di dollari nel finanziamento di 738 progetti e programmi che hanno aiutato più di 307 milioni di uomini e donne povere che vivono nelle aree rurali. I governi e altri finanziatori dei paesi destinatari dei progetti, compresi i beneficiari dei progetti stessi, hanno partecipato con 9,1 miliardi di dollari, mentre donatori bilaterali e multilaterali e altri partner hanno contribuito al finanziamento dei progetti con altri 7,1 miliardi di dollari.