Comunicato n. IFAD/34/07
Roma, 10 luglio 2007 – Un nuovo programma da 26,6 milioni di dollari mirato a promuovere la commercializzazione dei prodotti orticoli in Kenya aumenterà il reddito e migliorerà le condizioni di salute e la qualità della vita dei poveri delle aree rurali del Kenya.
“Il Kenya ha un potenziale notevole, non ancora sfruttato, per la produzione e la vendita di prodotti orticoli”, ha dichiarato il presidente dell’IFAD, Lennart Båge. “Questo programma aiuterà i poveri delle aree rurali a sfruttare quel potenziale. Si tratta di un passo importante verso la riduzione della povertà e l’aumento del benessere in uno dei paesi più poveri del mondo.”
Il Programma per la commercializzazione dei prodotti orticoli dei piccoli agricoltori sarà in parte finanziato da un prestito di 23,4 milioni di dollari e da una donazione di 500.000 dollari da parte dell’IFAD. L’accordo di prestito è stato firmato oggi da Båge e da Anne Belinda Nyikuli, ambasciatrice del Kenya in Italia.
Da tale programma trarranno beneficio diretto circa 12.000 famiglie, per un totale di circa 60.000 persone. Altre 85.000 famiglie ne trarranno benefici indiretti.
La produzione orticola è l’attività economica più diffusa in Kenya. Nel paese si coltiva una grande varietà di prodotti. Il programma promuoverà la produzione di patate, banane, cavoli, cavolfiori, pomodori e altri prodotti coltivati principalmente dai poveri. Si concentrerà su prodotti destinati al mercato interno, più che su quelli destinati all’esportazione. Il mercato nazionale è servito in prevalenza da piccoli agricoltori a basso reddito e ha un buon potenziale di crescita. Aumentando la disponibilità di frutta e verdura a basso costo, e di migliore qualità, si prevedono sia un aumento dei profitti degli agricoltori sia un miglioramento generale delle condizioni di salute della popolazione del Kenya.
Il programma aiuterà i contadini a migliorare la qualità e la quantità dei raccolti e a trovare i modi economicamente più vantaggiosi di commercializzare i loro prodotti. Incoraggerà anche i contadini ad aumentare il valore dei loro raccolti trasformandoli in prodotti finiti, quali purè, frutta secca e conserve.
“Se riusciamo a scoprire le inefficienze nella catena di commercializzazione tra il momento in cui un prodotto viene coltivato e quello in cui giunge al consumatore, possiamo provare a eliminarle”, spiega Båge. “Questo dovrebbe tradursi in un maggiore guadagno per gli agricoltori.”
La maggior parte dei 35 milioni di abitanti del Kenya vive nelle campagne e si guadagna da vivere con l’agricoltura. Più della metà della popolazione del paese vive al di sotto della soglia di povertà. Nonostante disponga di un settore industriale e agricolo relativamente avanzati, il Kenya è uno dei paesi più poveri del mondo, e si colloca al 152° posto nella graduatoria di 177 paesi stilata dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo in base all’indice di sviluppo umano che caratterizza ciascun paese. L’indice è calcolato in base all’aspettativa di vita, al livello di istruzione e agli standard di vita. La crescita economica del Kenya non ha tenuto il passo con l’aumento demografico, e la ricchezza nel paese è distribuita in modo ineguale.
Il programma opererà in otto distretti: Kisii, Gucha, Bungoma, Embu, Buret, Meru Central, Nyandarua e Nandi South. Si concentrerà sulle necessità specifiche di ciascun distretto. Se, ad esempio, in un distretto vengono rilevati costi di trasporto eccessivi, il programma mirerà a trovare modi per ridurre tali costi.
Questo programma è il quattordicesimo finanziato dall’IFAD in Kenya, per un investimento complessivo pari a 178,7 milioni di dollari.
L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di eliminare la povertà e la fame nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. Attraverso donazioni e prestiti a tassi agevolati, l’IFAD promuove e finanzia programmi e progetti che mettano i poveri delle aree rurali in condizione di sconfiggere la povertà. Ad oggi sono in corso di attuazione 195 progetti e programmi, sostenuti dall’IFAD, mirati a combattere la povertà rurale, per un impegno finanziario complessivo pari a 6,7 miliardi di dollari. L’IFAD ha investito 3,1 miliardi di dollari in tali attività. Cofinanziatori di tali progetti e programmi sono stati governi, beneficiari, donatori bilaterali e multilaterali e altri partner. Queste iniziative aiuteranno circa 86 milioni di uomini e donne povere che vivono nelle aree rurali a migliorare le proprie condizioni di vita e quelle delle loro famiglie. Dal 1978, l’anno in cui ha iniziato le proprie attività, l’IFAD ha investito 9,6 miliardi di dollari nel finanziamento di 738 progetti e programmi che hanno aiutato più di 307 milioni di uomini e donne povere che vivono nelle aree rurali. I governi e altri finanziatori dei paesi destinatari dei progetti, compresi i beneficiari dei progetti stessi, hanno partecipato con 9,1 miliardi di dollari, mentre donatori bilaterali e multilaterali e altri partner hanno contribuito al finanziamento dei progetti con altri 7,1 miliardi di dollari.