Comunicato IFAD/45/07
Roma, 26 ottobre 2007 – Un nuovo progetto, finanziato dall’IFAD nella provincia Woleu-Ntem del Gabon, aiuterà i piccoli agricoltori e le loro organizzazioni a diversificare le proprie fonti di reddito grazie allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti, elaborati a partire da colture di sussistenza quali banana, manioca e arachide.
L’accordo, che prevede un prestito di 5,7 milioni di dollari e una donazione di trecentomila dollari, è stato firmato oggi a Roma da Noël Baïot, ambasciatore del Gabon in Italia, e da Kanayo F. Nwanze, vice-presidente dell’ IFAD. Il progetto sarà cofinanziato dal Fondo dell’OPEC per lo sviluppo internazionale.
“Per diverso tempo, l’economia del Gabon ha subito una forte dipendenza dal settore petrolifero e da quello del legname”, ha affermato Abdoul Barry, responsabile della gestione dei programmi dell’IFAD nel Gabon.
A seguito della crisi economica che ha colpito il paese negli anni novanta del Novecento e nei primi anni del ventunesimo secolo, le autorità politiche hanno iniziato a ricercare modi per diversificare le fonti di reddito della popolazione.
Secondo Barry, “questo progetto offrirà opportunità concrete di diversificazione, attraverso l’offerta di servizi che permetteranno ai piccoli contadini e alle loro organizzazioni l’accesso a catene del valore relative a prodotti che abbiano un alto potenziale commerciale”.
Per catena del valore si intende l’intera gamma delle attività necessarie alla trasformazione di un prodotto, dalla sua concezione al suo utilizzo finale. Tale catena comprende l’acquisto dei fattori produttivi, quali sementi e fertilizzanti, la produzione, la trasformazione, la vendita e la distribuzione del prodotto finito. Lo sviluppo delle catene del valore spesso consiste nel migliorare l’accesso a mercati esistenti e potenziali, e nel garantire che tutti coloro che partecipano attivamente al ciclo produttivo ne traggano ugualmente beneficio.
Il progetto sosterrà inoltre le organizzazioni dei contadini nella difesa degli interessi economici dei propri membri e le aiuterà a commercializzare i prodotti in modo più efficiente, grazie a corsi di formazione, scambi di esperienze tra contadini e nuovi sistemi informativi sui mercati.
Beneficiari diretti del progetto saranno 28.000 piccoli agricoltori, metà dei quali sarà costituito da donne e un terzo da giovani. Dal progetto trarranno inoltre beneficio altre 70.000 persone, attraverso attività informative svolte a livello provinciale.
“Un’altra componente di grande importanza riguarda la gestione delle informazioni”, ha spiegato Barry. “Oltre a fornire notizie relative alle catene del valore direttamente ai partecipanti, il progetto redigerà dei rapporti per il sito web del Ministero dell’Agricoltura e per il Portale dell’IFAD sulla povertà rurale. I contadini gabonesi e le loro organizzazioni avranno inoltre l’opportunità di confrontare esperienze e condividere informazioni con le loro controparti di altri paesi, attraverso l’organizzazione di visite e scambi reciproci.”
L’IFAD favorirà la collaborazione tra il nuovo progetto nel Gabon e altri progetti in corso di attuazione in altri paesi, in particolare nel Camerun, dove un progetto per il miglioramento della commercializzazione dei tuberi e delle radici commestibili ha dimostrato che i raccolti possono essere più che triplicati. Ciò potrebbe tradursi in un reddito maggiore anche per i produttori di manioca del Gabon, a condizione che imparino a vendere meglio i propri prodotti.
L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di eliminare la povertà e la fame nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. Attraverso donazioni e prestiti a tassi agevolati, l’IFAD promuove e finanzia programmi e progetti che mettano i poveri delle aree rurali in condizione di sconfiggere la povertà. Ad oggi sono in corso di attuazione 191 progetti e programmi, sostenuti dall’IFAD, mirati a combattere la povertà rurale, per un impegno finanziario complessivo pari a 6,6 miliardi di dollari. L’IFAD ha investito 3,1 miliardi di dollari in tali attività. Cofinanziatori di tali progetti e programmi sono stati governi, beneficiari, donatori bilaterali e multilaterali e altri partner. Queste iniziative aiuteranno circa 82 milioni di uomini e donne povere che vivono nelle aree rurali a migliorare le proprie condizioni di vita e quelle delle loro famiglie. Dal 1978, l’anno in cui ha iniziato le proprie attività, l’IFAD ha investito 9,8 miliardi di dollari nel finanziamento di 751 progetti e programmi che hanno aiutato più di 310 milioni di uomini e donne povere che vivono nelle aree rurali. I governi e altri finanziatori dei paesi destinatari dei progetti, compresi i beneficiari dei progetti stessi, hanno partecipato con 9,2 miliardi di dollari, mentre donatori bilaterali e multilaterali e altri partner hanno contribuito al finanziamento dei progetti con altri 7,2 miliardi di dollari.