Comunicato n. IFAD/04/08
Roma, 22 gennaio 2008 – Un nuovo progetto contribuirà ad aumentare la produttività agricola ed i redditi degli agricoltori in Bangladesh migliorando la qualità e l’efficienza a livello nazionale della ricerca e dei servizi di assistenza tecnica all’agricoltura.
Il Progetto Nazionale di Tecnologia Agricola, da 84,6 milioni di dollari, sarà in parte finanziato con un prestito di 19,5 milioni di dollari da parte dell’IFAD. L’accordo di prestito è stato firmato oggi dall’ambasciatore del Bangladesh per l’Italia, Fazlul Karim, e dal presidente dell’IFAD Lennart Båge.
La Banca Mondiale cofinanzierà il progetto con 62,5 milioni di dollari, mentre il governo del Bangladesh contribuirà con 2,6 milioni di dollari.
“L’obiettivo generale è sostenere la strategia del governo di aumentare la produttività agricola nazionale e i redditi generati dall’agricoltura”, ha dichiarato Nigel Brett, responsabile della gestione dei programmi dell’IFAD in Bangladesh.
La povertà delle comunità agricole in Bangladesh dipende da vari fattori. Uno dei più importanti è la mancanza di tecnologie moderne accessibili ai poveri. In questo paese la ricerca e i servizi di assistenza tecnica all’agricoltura sono insufficienti per consentire lo sviluppo e la diffusione di simili tecnologie alle comunità agricole.
“Il progetto contribuirà a migliorare la qualità e l’efficienza a livello nazionale della ricerca e dei servizi di assistenza tecnica all’agricoltura”, spiega Brett. “Li renderà più orientati alla domanda e più adeguati a soddisfare le necessità degli agricoltori più poveri.”
I beneficiari, che comprenderanno gruppi di agricoltori, allevatori e pescatori originari dello stesso villaggio o appartenenti alla stessa associazione, identificheranno le priorità dei programmi di ricerca e contribuiranno alla programmazione e alla realizzazione delle attività di assistenza tecnica nel settore agricolo. Tali gruppi svilupperanno anche delle catene del valore per rafforzare le relazioni tra gli agricoltori e i mercati. Il progetto organizzerà seminari, terrà dimostrazioni sul campo e offrirà corsi di formazione per produttori e imprenditori.
Al progetto prenderanno parte circa 330.000 famiglie, ovvero circa 1,7 milioni di piccoli agricoltori poveri. La componente di assistenza tecnica del progetto raggiungerà circa il 25 per cento del territorio del paese. Inoltre, l’intensificazione e la diversificazione dei sistemi produttivi e il contributo allo sviluppo di catene del valore beneficerà indirettamente i senzaterra che vivono in condizioni di povertà assoluta, creando una maggiore richiesta di manodopera.
Il risultato principale del progetto sarà costituito da un aumento della produzione e della diversificazione agricola, nonché dei redditi degli agricoltori. Il progetto creerà anche nuove opportunità di lavoro, promuoverà la partecipazione delle donne alle attività agricole e migliorerà la sicurezza alimentare e la qualità dell’alimentazione.
Il progetto prevede anche importanti riforme delle politiche, tra cui la revisione del Decreto del 1996 relativo al Consiglio per la Ricerca Agricola del Bangladesh. Istituirà anche un’istituzione autonoma di ricerca agricola, la Fondazione Krishi Gobeshona, e decentrerà a livello di upazila (subdistretti) il finanziamento, la programmazione e la fornitura di servizi di assistenza tecnica agricola. Il progetto collaborerà inoltre con il governo per aggiornare le sue politiche di assistenza tecnica all’agricoltura e alla pesca e per mettere a punto una nuova politica nazionale di assistenza tecnica all’allevamento.
“Molti elementi nella formulazione di questo progetto sono realmente innovativi per il Bangladesh”, spiega Brett. “In particolare, la soluzione di finanziare la ricerca agricola tramite una fondazione indipendente non è mai stata sperimentata prima d’ora. Ciò consentirà a varie organizzazioni pubbliche e private di finanziare un’ampia gamma di proposte di ricerca nel settore agricolo. Anche la strategia di fornire assistenza tecnica all’agricoltura attraverso la pianificazione e il finanziamento a livello locale, di associazioni e di upazila, non è mai stata sperimentata prima in Bangladesh.”
Ad oggi, l’IFAD ha finanziato 25 programmi e progetti in Bangladesh, per un investimento complessivo pari a 443 milioni di dollari.
L’IFAD è stato creato 30 anni fa per combattere la povertà rurale, una delle conseguenze principali delle siccità e delle carestie dei primi anni settanta. Dal 1978, l’IFAD ha investito quasi 10 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni che hanno aiutato più di 300 milioni di uomini e donne che vivono in condizioni di povertà assoluta ad aumentare il proprio reddito e a provvedere al sostentamento delle loro famiglie.
L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. È il risultato di un partenariato globale tra paesi dell’OCSE, dell’OPEC e altri paesi in via di sviluppo. Attualmente, l’IFAD finanzia più di 200 programmi e progetti in 84 paesi in via di sviluppo.