Enabling poor rural people
to overcome poverty



Comunicato n. IFAD/08/08

Roma, 30 gennaio 2008 – Un nuovo progetto in Burkina Faso aiuterà circa 20.000 famiglie rurali povere a intensificare e diversificare la loro produzione agricola grazie a sistemi di irrigazione su piccola scala nuovi o ripristinati e innovativi.

Il Progetto per l’irrigazione su piccola scala e la gestione dell’acqua, da 19 milioni di dollari, sarà in parte finanziato da un prestito di 11 milioni di dollari e una donazione di 400.000 dollari da parte dell’IFAD. L’accordo di prestito è stato firmato oggi da Léné Sebgo, direttore generale per la cooperazione del Burkina Faso, e dal vicepresidente dell’IFAD Kanayo F. Nwanze.

Il Fondo dell’OPEC per lo sviluppo internazionale cofinanzierà il progetto con 5 milioni di dollari. Il governo del Burkina Faso contribuirà con 2,6 milioni di dollari e i beneficiari del progetto con altri 50.000 dollari.

Il progetto sarà realizzato in sei province nella zona sudoccidentale del paese: Bougouriba, Ioba, Noumbiel e Poni nella regione sudoccidentale, Sissili nella regione centro-occidentale e Nahouri nella regione centro-meridionale. Dal momento che queste province confinano con la Costa d’Avorio e con il Ghana – due delle economie più dinamiche dell’Africa centrale – si prevede che il progetto favorisca il commercio a livello nazionale e con i paesi confinanti.

“C’è una nuova volontà politica di promuovere l’agricoltura irrigua su piccola scala nel paese”, ha dichiarato Norman Messer, responsabile della gestione dei programmi dell’IFAD in Burkina Faso. “Tecnologie di microirrigazione nuove e a basso costo e strade in condizioni migliori per portare più facilmente i prodotti ai mercati rappresenteranno per gli agricoltori della regione un incentivo a cogliere le nuove opportunità di accrescere il proprio reddito che si presentano loro.”

Il progetto inizierà ad operare con una campagna di informazione, formazione e comunicazione a livello capillare, realizzata attraverso diversi canali formali e informali. Tale campagna rafforzerà la capacità dei beneficiari di prendere parte alle attività del progetto, che li assisteranno nel loro sforzo di intensificare e diversificare le colture irrigue e nei fondovalle dell’entroterra. Il progetto darà impulso alle attività di commercializzazione con l’obiettivo di aumentare i redditi e la sicurezza alimentare.

Esso interverrà anche nelle comunità colpite da conflitti. Le sei province sono state soggette a un flusso migratorio, ragione per cui attualmente c’è sempre meno terra per un numero sempre crescente di persone. L’irrigazione è un mezzo per produrre colture a maggior valore aggiunto su terreni di dimensioni più ridotte, in modo di diminuire la pressione demografica e i potenziali conflitti che ne derivano.

“Promuovendo un approccio negoziale all’accesso alla terra e all’acqua prima di effettuare investimenti in infrastrutture, il progetto darà priorità al capitale umano piuttosto che alle realizzazioni fisiche”, ha dichiarato Messer. “Tale approccio rafforzerà il potere decisionale a livello locale, il senso di partecipazione e la sostenibilità. Allo stesso tempo, le attività saranno orientate all’aumento della produttività di coloro che godono di un accesso alla terra limitato, favorendo in particolar modo le donne e i giovani.”

Una volta concluso il processo negoziale per determinare l’accesso alla terra e all’acqua, il progetto realizzerà 250 ettari di orti provvisti di tecnologie di microirrigazione a bassa pressione. Riabiliterà anche 200 ettari di aree che ospitano sistemi di irrigazione a gravità su piccola scala, situati a valle rispetto alle dighe, e costruirà sistemi di irrigazione e dighe a livello delle comunità, ad uso agricolo e per la pastorizia. Si stima che, al suo quinto anno di attività, il progetto avrà generato un incremento della produzione agricola annuale pari a 4.700 tonnellate di riso, 1.800 tonnellate di ortaggi, 314 tonnellate di mais e 1.700 tonnellate di banane.

Ad oggi, l’IFAD ha finanziato 11 programmi e progetti in Burkina Faso, per un investimento complessivo pari a oltre 140 milioni di dollari.


L’IFAD è stato creato 30 anni fa per combattere la povertà rurale, una delle conseguenze principali delle siccità e delle carestie dei primi anni settanta. Dal 1978, l’IFAD ha investito quasi 10 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni che hanno aiutato più di 300 milioni di uomini e donne che vivono in condizioni di povertà assoluta ad aumentare il proprio reddito e a provvedere al sostentamento delle loro famiglie.

L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. È il risultato di un partenariato globale tra paesi dell’OCSE, dell’OPEC e altri paesi in via di sviluppo. Attualmente, l’IFAD finanzia più di 200 programmi e progetti in 84 paesi in via di sviluppo.