Comunicato n. IFAD/14/08
Roma, 13 febbraio 2008 – In Gibuti, un programma da 11,6 milioni di dollari contribuirà a migliorare le condizioni di vita delle comunità di pastori attraverso una migliore gestione delle risorse naturali nelle regioni di Tagiura, Dikhil e Arta.
L’IFAD contribuirà a finanziare il Programma per la mobilitazione delle acque superficiali e la gestione sostenibile della terra con una donazione di 3 milioni di dollari. L’accordo di donazione è stato firmato oggi a Roma da Mohamed Moussa Chehem, ambasciatore della Repubblica di Gibuti in Belgio, e Kanayo Nwanze, vicepresidente dell’IFAD.
Il Gibuti è affetto da siccità ricorrenti. Circa il 50 per cento della popolazione rurale non ha accesso all’acqua necessaria per bere e per accudire il bestiame. Le riserve di acqua sotterranee sono state esaurite e, in alternativa alla trivellazione di pozzi, il Ministero dell’agricoltura sta lanciando una strategia ambiziosa per sviluppare metodi più efficienti per raccogliere e utilizzare le acque superficiali. Il nuovo programma contribuisce ad attuare tale strategia nazionale.
Con un investimento congiunto di 2,5 milioni di dollari da parte del governo e dei beneficiari del progetto, il programma contribuirà a combattere la scarsità d’acqua sviluppando infrastrutture e strumenti per raccogliere e distribuire acque superficiali destinate all’uso umano e animale. Sarà migliorata la capacità dei pascoli di nutrire il bestiame, oltre alla capacità di gestione delle risorse naturali a livello istituzionale, tecnico e sociale in tutto il paese.
Il programma genererà benefici per 6.000 famiglie e introdurrà due diverse tecniche di raccolta e distribuzione delle acque superficiali. La prima prevede la costruzione di piccole dighe in 10 luoghi selezionati sparsi nelle cinque regioni del Gibuti. La seconda comprende la costruzione di cisterne, serbatoi e di strutture a essi correlate per la conservazione della terra e dell’acqua, il riposo delle terre da pascolo, la risemina ed il recupero dell’area del parco nazionale Forêt du Day e della sua periferia. Il programma promuoverà anche la formazione al lavoro artigianale dei prodotti silvestri, a favore dei più poveri e delle famiglie prive di autosufficienza alimentare.
Si stima che le famiglie che trarranno beneficio dal programma saranno in grado di soddisfare sia il proprio fabbisogno idrico sia quello del bestiame, in particolar modo nel corso della stagione secca, e di aumentare il proprio reddito del 20 per cento. Si prevede anche un miglioramento dei livelli nutrizionali come risultato di un aumento del consumo di latte.
L’IFAD è stato creato 30 anni fa per combattere la povertà rurale, una delle conseguenze principali delle siccità e delle carestie dei primi anni settanta. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 10 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni che hanno aiutato più di 300 milioni di uomini e donne che vivono in condizioni di povertà assoluta ad aumentare il proprio reddito e a provvedere al sostentamento delle loro famiglie.L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. È il risultato di un partenariato globale tra paesi dell’OCSE, dell’OPEC e altri paesi in via di sviluppo. Attualmente, l’IFAD finanzia più di 200 programmi e progetti in 84 paesi in via di sviluppo.