Enabling poor rural people
to overcome poverty



Kanayo F. Nwanze entra in carica

President Kanayo F NwanzeRoma, 1 aprile 2009: Mentre i leader mondiali si riuniscono a Londra per cercare soluzioni condivise alla crisi finanziaria globale, il nuovo presidente dell’IFAD, Kanayo F. Nwanze, sollecita i governi nazionali a dare un impulso allo sviluppo agricolo.

La recessione globale minaccia di spingere milioni di persone in condizioni di povertà degradante, in particolare i poveri delle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, che per la maggior parte sono piccoli agricoltori.

“Trascuriamo i poveri agricoltori del mondo a nostro rischio e pericolo. Mentre ci sforziamo di riprenderci dall’attuale crisi, questi piccoli agricoltori posso essere parte della soluzione. Con il giusto sostegno, possono essere determinanti per una crescita economica più ampia e per evitare future crisi alimentari, come quella che ha scosso il mondo lo scorso anno”, ha detto Nwanze.

“Solo un rilancio dell’agricoltura nei paesi in via di sviluppo può trasformare le vite e le condizioni di vita dei poveri delle aree rurali e produrre sufficiente cibo per una popolazione in aumento”.

Nwanze, uno specialista in agricoltura con trent’anni di esperienza nello sviluppo rurale attraverso tre continenti, oggi entra in carica come nuovo presidente dell’IFAD. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di aiutare i poveri delle aree rurali nei paesi in via di sviluppo a sconfiggere la povertà.

Ci sono circa 500 milioni di piccole fattorie al mondo, che provvedono al sostentamento di più di 2 miliardi di persone. Quando i piccoli agricoltori ottengono maggiori profitti, stimolano le economie locali e migliorano le vite e le condizioni di vita delle popolazioni rurali.

“Da Bhdiya, un piccolo villaggio nel Chhattisgarh, in India, alla comunità montana di Raqchi, in Peru, sappiamo che c’è un immenso potenziale tra i piccoli agricoltori che è trascurato” ha detto Nwanze. “Al momento, tutte le loro energie sono consumate nella lotta quotidiana che devono combattere per sfamare le loro famiglie”.

L’inizio della Presidenza dell’IFAD da parte di Nwanze coincide con l’incontro a Londra del G20 – gli otto paesi più industrializzati (G8), gli undici mercati emergenti e i piccoli paesi industrializzati, e l’Unione Europea - dove i leader africani faranno pressione perché vengano identificate possibili soluzioni per le necessità economiche dei loro paesi.

In una lettera ai membri del G20, il Segretario-Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha affermato che sono necessari mille miliardi di dollari per aiutare i paesi in via di sviluppo a sopravvivere alla crisi e ha affermato che non riuscire ad agire rapidamente significherebbe mettere a rischio la stabilità globale.  

Il nuovo Presidente dell’IFAD ha detto “Dobbiamo fare in modo che nel rispondere alla crisi finanziaria l’agricoltura rimanga una priorità”.

“Faccio appello ai governi nazionali in Africa e nel resto del mondo perchè investano di più in agricoltura e esorto i paesi industrializzati a sostenere questo investimento attraverso gli aiuti allo sviluppo e mantenendo le promesse fatte”.

Nwanze ha però avvertito che, il solo investimento non produrrà il necessario rilancio in agricoltura.

“Devono essere disposte politiche per affrontare gli specifici ostacoli che i poveri delle aree rurali devono fronteggiare, in particolare i collegamenti con i mercati e la mancanza di accesso ai servizi finanziari”, ha detto Nwanze.

“Con una popolazione mondiale che si prevede raddoppierà entro il 2050, garantire la sicurezza alimentare sarà un problema di noi tutti. È necessario che i piccoli agricoltori dei paesi poveri siano resi partecipi delle decisioni ora, prima che si verifichi un’altra crisi alimentare”.

Nwanze ha elogiato la decisione dell’Italia, presidente di turno del G8, di riunire per la prima volta i Ministri dell’Agricoltura dei paesi del G8 in un incontro che si terrà a Cison Valmarino (Treviso) dal 18 al 20 aprile.

“Questo è un riflesso del crescente consenso circa la necessità di riconoscere un ruolo centrale al settore agricolo e un riconoscimento del fatto che stimolare l’agricoltura e la produzione alimentare è interesse di tutti i paesi, poveri e ricchi che siano,” ha detto Nwanze.


Note per i giornalisti

  • I flussi delle rimesse – un’ancora di salvezza per molti paesi in via di sviluppo – sono fermi ai loro livelli del 2007 e in alcuni casi, per via della crisi finanziaria, stanno decrescendo fino al 10% rispetto al loro valore nel 2007.
  • Paragonati ad altri flussi finanziari verso le regioni rurali povere in Africa e America Latina, nel 2008 le rimesse si collocavano ancora come la risorsa primaria di reddito.
  • Il numero dei posti di lavoro persi sta aumentando, provocando, in alcuni paesi, spostamenti di massa dalle città alle aree rurali. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro prevede che più di 30 milioni di posti di lavoro saranno persi nel 2009; se la situazione dovesse peggiorare si potrebbero raggiungere i 50 milioni. (ILO Global Employment Trends Report Jan 2009)
  • Lo stato globale dei cereali è migliorato dopo i raccolti record del 2008, tuttavia il progresso è impari. Si stima che la produzione di cereali nei paesi in via di sviluppo nel 2008 sia stata del 12,3% più alta che nell’anno precedente, mentre nei paesi in via di sviluppo la crescita è stata solo del 2,3%. (FAO Crop Prospects Feb 2009)
    • Questo significa che la produzione non sta aumentando laddove c’è una maggiore necessità di cibo. Mentre i prezzi alimentari hanno rallentato la loro corsa nello scorso anno, i prezzi rimangono alti in molti paesi in via di sviluppo, il che ha un impatto sui piccoli agricoltori, la maggior parte dei quali comprano più cibo di quello che producono.

    Comunicato stampa no.: IFAD/17/09