L’intervento del Presidente dell’IFAD, Kanayo F. Nwanze, alle celebrazioni della Giornata dell’Africa sotto l’Alto Patronato del Quirinale
Roma, 28 maggio 2009 – Mentre i poveri delle aree rurali lottano con gli effetti della crisi alimentare ed energetica dello scorso anno e con l’attuale recessione globale, le loro difficili condizioni sono state oggi al centro di un dibattito al quale ha partecipato Kanayo F. Nwanze, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), insieme con personalità di spicco italiane e leader internazionali.
Il dibattito sulle sfide e opportunità che l’Africa si trova a fronteggiare, si è tenuto sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napoletano, per celebrare la Giornata dell’Africa al Quirinale. Gli altri oratori erano Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze; Romano Prodi, Rappresentante Speciale del Segretario-Generale delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana per il Peace-keeping in Africa; Jean Ping, Presidente della Commissione dell’Unione Africana e Pier Carlo Padoan, Vice Segretario-Generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
“Povertà e fame sono disumane e non possono essere tollerate,” ha detto Nwanze. “La sicurezza alimentare non è solo un obbligo morale; è alla base della sicurezza nazionale e globale. Senza la sicurezza alimentare il mondo non è sicuro,” ha affermato.
L’Africa è stata duramente colpita dalle crisi - alimentare, energetica e finanziaria – che oggi minacciano di neutralizzare il progresso economico raggiunto negli ultimi 15 anni, in cui i paesi africani avevano incominciato ad attuare riforme importanti, spesso con grandi sacrifici.
Quegli sforzi, accompagnati dalla crescita globale e dalla forte domanda di materie prime, avevano cominciato a dare i loro frutti. L’Africa stava registrando una crescita economica oltre il 5 per cento, dando al suo popolo la rinnovata speranza che la povertà potesse un giorno essere sradicata. Ma adesso, il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare la proporzione delle persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno entro il 2015 sta diventando un miraggio per molti paesi africani.
“Non dobbiamo permettere che l’Africa torni indietro. Investire nell’agricoltura su piccola scala è la rete di salvataggio più sostenibile contro la povertà,” ha detto Nwanze.
La povertà in Africa ha il volto di un contadino. Più del 70 per cento dei poveri vive, infatti, nelle aree rurali e dipende dall’agricoltura. Spesso gli agricoltori sono donne e nell’Africa sub-Sahariana all’incirca un terzo delle famiglie hanno a capo una donna.
Il continente africano ha un immenso potenziale. Investendo in agricoltura gli uomini e le donne africane potrebbero sprigionare questo potenziale, alimentarsi e uscire con le proprie forze dalla povertà.
I paesi africani devono fare la loro parte formulando politiche giuste e dedicando all’agricoltura quel che merita, investendo molto di più, ha spiegato Nwanze. Dal canto loro, ha aggiunto, i paesi sviluppati devono impegnarsi nuovamente in agricoltura e mantenere fede agli impegni assunti.
Nwanze ha elogiato la decisione da parte dei leader del G8, sotto la presidenza italiana, di rendere l’agricoltura argomento centrale del Summit di luglio a L’Aquila.
“Sono fiducioso, comunque, che grazie a partenariati duraturi e ad un rinnovato impegno globale, possiamo aiutare i paesi africani a gettare le basi per un futuro migliore per i loro popoli,” ha concluso Nwanze.
Note per i giornalisti
Comunicato Stampa No.: IFAD/27/09
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 11 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a paesi in via di sviluppo, mettendo circa 340 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 165 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.