Il Primo Ministro della Repubblica Unita di Tanzania elogia il ruolo guida dell’IFAD

Roma, 17 febbraio 2010 – Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, e il Primo Ministro della Repubblica Unita di Tanzania, Mizengo Peter Pinda, hanno aperto questa mattina i lavori della 33ma sessione del Consiglio dei Governatori, l’incontro annuale del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Nel suo discorso, il Presidente Napolitano ha affermato che l’IFAD è stato un protagonista attivo e coerente degli sforzi della comunità internazionale per sostenere i piccoli agricoltori, in special modo le donne. Napolitano ha inoltre sottolineato le difficoltà che affrontano i piccoli agricoltori, che troppo spesso sono penalizzati dalle norme che regolano l’accesso dei loro prodotti ai mercati internazionali.

“Il Fondo internazionale per lo Sviluppo Agricolo, se da un lato è oggi chiamato a rivolgere una rinnovata attenzione allo sviluppo rurale, che costituisce da sempre il suo obiettivo principale, dall’altro deve confrontarsi con temi di stringente attualità, come ad esempio gli effetti sull’agricoltura dei cambiamenti climatici e il problema della sicurezza alimentare”.

Evidenziando il lavoro dell’IFAD con i poveri delle aree rurali in Tanzania, il Primo Ministro Pinda ha riaffermato l’impegno continuo del suo paese a lavorare con il Fondo per superare le sfide poste dalle crisi alimentare e finanziaria, e dal cambiamento climatico. Pinda ha aggiunto che la Tanzania ha raccolto la richiesta dell’IFAD di includere i piccoli agricoltori nei processi decisionali.

“I poveri delle aree rurali devono avere una voce nelle decisioni e nelle politiche che riguardano le loro vite e per rafforzare il loro potere negoziale,” ha concluso il Primo Ministro Pinda.

Nel suo messaggio al Consiglio, il Segretario-Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha riconosciuto che, nonostante la durezza della recessione globale nel 2009 c’è stata una ripresa nell’investimento in agricoltura. Ma ha sottolineato che, con 1 miliardo di persone al mondo che soffrono la fame, non c’è tempo da perdere. “L’emergenza alimentare nel Corno d’Africa, la piaga della popolazione di Haiti e i primi allarmi che arrivano dalle altre parti del mondo ci ricordano che le nostre azioni per raggiungere la sicurezza alimentare devono essere sia inclusive che di lungo periodo”.

Il Consiglio dei Governatori è il più alto organo decisionale dell’IFAD. L’incontro annuale – che si svolge per la prima volta nella sede del Fondo, a Roma – ha previsto un panel di esperti “Dalle risoluzioni dei summit ai campi degli agricoltori: cambiamento climatico, sicurezza alimentare e agricoltura su piccola scala” moderato dall’anchor della CNN, Jim Clancy.

Tra i numerosi eventi della giornata, durante un incontro con Joanas Gué, ministro haitiano dell’agricoltura, si è discusso delle necessità dei poveri delle aree rurali di Haiti nel dopo-terremoto.  

“Con i profughi che stanno lasciando la capitale per la campagna, le aree rurali di Haiti rappresentano ora l’ancora di salvezza del paese,” ha detto Josefina Stubbs, Direttore della Divisione per l’America Latina e i Caraibi dell’IFAD. “È una sfida importante perché significa che queste zone dovranno offrire migliori condizioni di vita e più possibilità di lavoro. Allo stesso tempo rappresenta un’opportunità per Haiti, e dovremmo tutti coglierla”.    

Il Presidente dell’IFAD, Kanayo F. Nwanze, ha affermato che il Fondo, in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), sta estendendo il proprio programma di distribuzione di sementi e attrezzi agricoli per far sì che 15.000 famiglie rurali haitiane siano pronte per la stagione della semina che avrà inizio a Marzo.

Intervenendo al suo primo Consiglio dei Governatori in qualità di Presidente dell’IFAD, Nwanze ha riferito i progressi compiuti dal Fondo nel 2009 e ha sottolineato che creare un ambiente favorevole perché i piccoli agricoltori possano entrare nel business dell’agricoltura è la chiave per sconfiggere la povertà. “L’agricoltura deve essere vista come un business, indipendentemente dalla sua dimensione”.

Jacques Diouf, Direttore-Generale della FAO, si è rivolto al Consiglio dei Governatori e Amir Mahmoud Abdulla, Vice Direttore Esecutivo e Responsabile delle Operazioni del Programma Alimentare Mondiale (WFP), ha letto un messaggio da parte di Josette Sheeran, Direttore Esecutivo del PAM. Entrambi hanno sottolineato che è arrivato il momento per un’azione risoluta e hanno indicato che, ora più che mai, le tre agenzie delle Nazioni Unite con sede a Roma sono unite e decise a migliorare le condizioni di vita per i piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo e ad assicurare uno sviluppo agricolo sostenibile.


Note per i giornalisti

  • Il ministro haitiano per l’agricoltura, Joanas Gué, ha incontrato oggi alti funzionari dell’IFAD e di altre agenzie delle Nazioni Unite, ambasciatori e delegati dei paesi membri del Fondo all’apertura dell’incontro annuale. Il Ministro ha manifestato la speranza che il debito del suo paese sia cancellato e ha presentato un piano per lo sviluppo agricolo. Numerosi delegati – tra cui quelli di Stati Uniti, Francia e Brasile – hanno espresso la loro volontà di sostenere una cancellazione del debito multilaterale. I rappresentanti dell’IFAD hanno presentato una proposta per alleviare il debito del paese nei confronti del Fondo
  •  Ad un mese dal devastante terremoto che ha colpito Haiti, l’incontro dell’IFAD cade in un momento cruciale, in cui gli sforzi internazionali iniziano a orientarsi verso la ricostruzione e lo sviluppo di lungo periodo.
  • La scorsa settimana le tre agenzie delle Nazioni Unite con sede a Roma – FAO, IFAD e PAM – hanno costituito una task force per offrire assistenza in modo coordinato ad Haiti. L’IFAD ha elogiato l’impegno dei governi di Brasile, Haiti e Stati Uniti per aver convocato l’incontro che ha permesso questo sforzo congiunto.
  • L’IFAD sostiene gli agricoltori haitiani da oltre trent’anni – in special modo in tempi di grande necessità. Dopo che una devastante stagione delle tempeste nel 2008 causò circa 200 milioni di dollari di danni alle coltivazioni, l’IFAD finanziò un progetto speciale per dare una spinta alla produzione alimentare.  Questo ha reso possibile alla semina invernale del 2008 di produrre 5 milioni di dollari in fagioli, migliorando sia la sicurezza alimentare che i redditi dei poveri agricoltori. Insieme alla FAO, l’IFAD estenderà questo progetto per aiutare gli agricoltori colpiti dal terremoto.
  • L’IFAD ha concesso una donazione di 3.2 milioni di dollari per finanziare la riabilitazione post-terremoto, per rafforzare la sicurezza alimentare e creare opportunità di lavoro. Il sostegno verrà diretto alle aree maggiormente colpite dal terremoto e dai flussi dei migranti dalle zone urbane a quelle rurali.

Comunicato Stampa  No.: IFAD/12/2010


Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 11 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a paesi in via di sviluppo, mettendo circa 350 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 165 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.

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