Roma, 17 dicembre 2010 –Secondo gli esperti dello sviluppo che si sono riuniti oggi a Roma per presenziare al lancio del Rapporto sulla Povertà Rurale 2011 del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), i progressi per la riduzione della povertà estrema nelle aree rurali del mondo devono ricevere un’accelerazione, se si vuole garantire la sicurezza alimentare globale per i prossimi decenni.
Gli esperti hanno partecipato alla discussione del gruppo di alto livello (high-level panel) riunito dall’IFAD presso il Tempio di Adriano per approfondire i temi trattati nel rapporto. Si delineano, così, una serie di sfide chiave per la riduzione della povertà rurale, tra cui la crescente volatilità dei prezzi dei beni alimentari e le incertezze del cambiamento climatico. Al contempo, il rapporto evidenzia che i profondi cambiamenti che interessano i mercati agricoli stanno generando nuove e promettenti opportunità per gli agricoltori del mondo in via di sviluppo in grado di aumentare significativamente la loro produttività.
Allo stesso tempo, il rapporto rivela l’aumento allarmante di quanti versano in condizioni di povertà nelle aree rurali dell’Africa subsahariana, nonché la persistenza della povertà rurale nell’Asia del sud, che ospita la metà del miliardo di persone estremamente povere al mondo.
L’evento e’stato aperto dal Presidente dell’IFAD, Kanayo F. Nwanze, che ha presentato le grandi linee guida del Rapporto. “Sappiamo che l’agricoltura di piccola scala può spronare la crescita economica nei Paesi in via di sviluppo e permettere a milioni di persone di affrancarsi dalla povertà, ma questo può accadere solo se essa é orientata al mercato, redditizia e sostenibile per l’ambiente’.
“Mentre il recente aumento della volatilità dei prezzi dei prodotti alimentari ha portato con sé nuove sfide, una maggiore domanda di cibo e prezzi piú alti portano anche nuove opportunità per i produttori agricoli poveri di produrre maggiormente ed uscire dalla povertà” ha commentato Hafez Ghanem, Direttore-Generale Aggiunto alla FAO. “Abbiamo bisogno di aiutarli a cogliere queste nuove opportunità attraverso investimenti nelle infrastrutture e nei servizi rurali e aiutandoli ad acquisire nuove competenze e abilità”.
Uma Lele, un’economista esperta di tematiche agricole ed ex consulente alla Banca Mondiale, ha sottolineato come la velocità del fenomeno della globalizzazione e la rapida evoluzione dei mercati agricoli abbiano creato nuove sfide per i poveri delle aree rurali. Inoltre, l’aiuto allo sviluppo diventato sempre più imprevedibile negli ultimi decenni, tralasciando il settore rurale. Quello di cui abbiamo bisogno - ha aggiunto - promuovere maggiore stabilità e prevedibilità degli investimenti, sia pubblici che privati, in questo settore”.
Hanno preso parte al dibattito anche John Sender, Professore Emerito di Economia, presso la Scuola di Studi africani e orientali dell’Università di Londra, che ha enfatizzato l’importanza del lavoro salariato per generare sviluppo economico nelle aree rurali e Kevin Cleaver, Vice presidente Aggiunto del Dipartimento per la gestione dei programmi dell’IFAD, che ha offerto un’analisi esaustiva dei temi sollevati nel Rapporto sulla Povertà Rurale.
La discussione é stata moderata da Marta Dassù, Direttore generale per le Attività Internazionali dell’Aspen Institute Italia.
L’evento si é chiuso con un intervento dell’Ambasciatore Giampiero Massolo, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri. “L’Italia ha sempre considerato l’agricoltura una priorità nell’ambito dello sviluppo e si é attivamente impegnata per includerla nell’agenda di fora internazionali quali il G20- ha detto Massolo - offrendo soluzioni innovative e concrete per offrire sostegno ai piccoli produttori agricoli e alle loro organizzazioni, il Rapporto dell’IFAD sulla Povertà Rurale ci offre una preziosa road map per concertare azioni congiunte nella lotta contro la povertà”.
All’evento hanno partecipato oltre 150 persone in rappresentanza degli stati membri dell’IFAD, delle agenzie chiave del Governo italiano, delle organizzazioni delle Nazioni Unite con sede a Roma e delle organizzazioni non governative.
Media Advisory N°.: IFAD/80/2010
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere rurali con l’obiettivo di contribuire all’incremento della loro produzione agricola e della vendita dei loro prodotti alimentari, nonché all’aumento dei redditi e all’affermazione della loro autonomia nelle scelte che coinvolgono le loro vite. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 12 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a favore dei paesi in via di sviluppo, consentendo ad oltre 360 milioni di persone di uscire dalla povertà. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma, il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Un partenariato unico nel suo genere, composto da 165 membri provenienti dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e da altri paesi in via di sviluppo.