Roma, 19 febbraio 2011 – Investire nelle capacità e nel talento dei giovani che vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo è fondamentale per riuscire ad eliminare la povertà rurale e garantire la sicurezza alimentare, ha dichiarato oggi il Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) Kanayo F. Nwanze intervenendo alla Conferenza annuale dell’agenzia ONU, che si è aperta questa mattina a Roma.
Nel suo discorso d’apertura Kanayo F. Nwanze ha lanciato un appello ai paesi membri in via di sviluppo affinché “prendano impegni tangibili investendo capitale politico, capitale finanziario e capitale umano nel proprio paese per creare le condizioni per uno sviluppo rurale duraturo . Poiché il cambiamento non può essere imposto dall’esterno, deve essere coltivato dall’interno”.
Allo stesso modo ha esortato i paesi membri donatori e gli altri partner a “dare il giusto riconoscimento a quei paesi che si sono impegnati in questo senso sostenendoli con politiche ed investimenti adeguati”.
La 34a sessione del Consiglio dei Governatori dell’IFAD (19-20 febbraio) ha quest’anno come tema centrale i giovani che vivono nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo.
“Gli eventi recenti mostrano con chiarezza l’energia, la creatività e la forza delle giovani generazioni, e l’importanza di assicurare che essi abbiano un futuro nelle società in cui vivono”, ha detto Nwanze.
Nwanze ha messo in evidenza come nel 2010 gli accordi di co-finanziamento dell’IFAD siano aumentati del 140 per cento e che il Fondo ha raggiunto nello stesso un livello record di erogazioni, pari a 457.6 milioni di dollari. Ha poi fatto notare come vi sia stato un “sottile ma importante” cambiamento nell’approccio dell’IFAD allo sviluppo agricolo, che adesso prende in maggiore considerazione le opportunità per le popolazioni rurali di trarre beneficio dal valore aggiunto offerto dall’emergere di moderne e consolidate catene alimentari per i prodotti agricoli.
Il valore aggiunto della filiera
“Questi nuovi mercati, in continua evoluzione, rappresentano per le popolazioni rurali povere l’opportunità di realizzare maggiori profitti rispetto al passato, ma solo se saranno in grado di controbilanciare il costo iniziale per farne parte”, ha aggiunto. “Il primo passo è riconoscere che l’agricoltura, su piccola o grande scala che sia, è un business ed ogni attività commerciale ha bisogno di collegamenti chiari lungo la catena di valore – dalla produzione alla trasformazione, alla commercializzazione ed al consumo”.
Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo l’agricoltura sia di già la principale fonte di occupazione per i giovani tra i 15 ed i 24 anni. Ma l’agricoltura raramente fornisce un salario minimo sufficiente per vivere, ed il settore è in genere caratterizzato da bassi livelli di produttività, lavoro pericoloso e mancanza di protezione sociale.
Eppure questi stessi giovani rurali possono diventare il motore trainante di economie più dinamiche, capaci a loro volta di far ridurre la povertà rurale e garantire la sicurezza alimentare ad una popolazione mondiale in continua crescita. Ha poi esortato ad investire nei giovani delle comunità rurali per aiutarli diventare agricoltori più efficienti e piccoli imprenditori.
“Questi giovani sono la prossima generazione di agricoltori, di produttori e di lavoratori”, ha detto Nwanze. “Diamo loro le capacità e la fiducia in se stessi ci cui hanno bisogno per coltivare la terra con profitto o avviare nuove attività commerciali, e diventeranno domani cittadini realizzati e leader comunitari di domani. Se li ignoriamo essi non avranno altra scelta se non lasciare le proprie case e le proprie famiglie in cerca di lavoro nella città, alla ricerca di una vita migliore ma trovando spesso solo miseria”.
Nwanze ha poi detto che l’IFAD sta già intervenendo per creare le condizioni affinché i piccoli agricoltori e le popolazioni rurali povere possano trarre profitto dai nuovi mercati in evoluzione, per esempio facendo pressione per ridurre i costi di transazione, dando sostegno alle organizzazioni di produttori locali, estendendo i servizi finanziari alle aree rurali e facendo sì che i piccoli agricoltori abbiano accesso alle infrastrutture, ai servizi ed all’informazione.
Mobilitati sei dollari per ogni dollaro ricevuto
Negli ultimi anni, ha proseguito, l’agenzia è riuscita a mobilitare maggiori risorse esterne attraverso accordi di co-finanziamento, facendo notare che per ogni dollaro ricevuto dai paesi donatori l’IFAD è stata in grado di mobilitare per i propri programmi di sviluppo rurale altri sei dollari da partner esterni. Come esempio di questo approccio innovativo Nwanze ha citato il nuovo Fondo Fiduciario spagnolo per il cofinanziamento della sicurezza alimentare, una partnership tra l’IFAD ed il governo spagnolo che metterà a disposizione 300 milioni di euro per potenziare il sostegno dell’IFAD ai piccoli contadini dei paesi in via di sviluppo.
Ha poi ricordato come l’IFAD stia cercando di coinvolgere sempre più il settore privato nella mobilitazione delle risorse “poiché consideriamo l’impegno del settore privato elemento essenziale per ottimizzare le opportunità economiche delle aree rurali”.
“Sappiamo che l’agricoltura su piccola scala può essere l’elemento propulsore della crescita economica dei paesi in via di sviluppo della lotta contro la povertà, ma solo se collegata ai mercati, redditizia e sostenibile dal punto di vista ambientale”, ha affermato Nwanze.
La conferenza del Consiglio dei Governatori dell’IFAD continua questo pomeriggio con una tavola rotonda in sessione plenaria dal titolo Nutrire le generazioni future: giovani rurali oggi – agricoltori fiorenti e produttivi domani” moderata dalla ex giornalista della CNN l Tumi Makgabo. In programma domani quattro tavole rotonde regionali che analizzeranno le sfide che devono affrontare i giovani delle aree rurali, relatori esperti di sviluppo agricolo e rurale, giovani imprenditori rurali e rappresentanti di organizzazioni giovanili.
Comunicato stampa No.: IFAD/10/2011
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 12,5 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a paesi in via di sviluppo, mettendo oltre 370 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 167 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.