Enabling poor rural people
to overcome poverty



Strategie per lo sviluppo rurale che sostengano le nuove generazioni all’ordine del giorno della Conferenza IFAD

Roma, 19 febbraio 2011 – Ogni politica di sviluppo agricolo e rurale dovrebbe dare priorità ai giovani ed al loro potenziale di stimolare la crescita economica e la produttività, hanno concordato i partecipanti alla tavola rotonda tenutasi oggi nell’ambito dell’annuale Consiglio dei Governatori dell’IFAD in corso a Roma (19-20 febbraio).

La tavola rotonda “Nutrire le generazioni future: giovani rurali oggi – agricoltori fiorenti e produttivi domani” ha cercato di capire perché così tanti giovani nei paesi in via di sviluppo abbandonano il lavoro dei campi e cosa si può fare per creare opportunità di lavoro nelle zone rurali in cui vivono. Moderata dalla ex giornalista della CNN Tumi Makgabo , la tavola rotonda ha ricevuto i commenti di molti giovani che seguivano la discussione trasmessa live via webcast. 

“La prima cosa che un giovane che vive in zone rurali impara è l’esperienza dei propri genitori, e cioè che l’agricoltura è un’attività molto insicura” ha detto Agnes Matilda Kalibata, Ministra dell’Agricoltura e delle risorse zootecniche del Ruanda.  “Dobbiamo dar loro una ragione per continuare a lavorare i campi”.

Portare la tecnologia nelle zone rurali potrebbe aiutare, dice la giovane Dayana Rivera Rivas, dell’Associazione dei piccoli coltivatori di caffè de La Marina, in Colombia (ASOPECAM). “Ma non esistono politiche precise per questo. I giovani non rimarranno a lavorare la terra se non hanno le condizioni necessarie, come formazione, accesso ad internet ed alle moderne tecnologie, un reddito ed altri strumenti che possono assicurar loro un futuro migliore.”

Secondo Carlo Petrini, presidente di Slow Food, l’approccio classico di considerare il cibo alla stessa stregua di una merce come le altre è stato fallimentare. “Il settore agricolo non può essere considerato come un qualsiasi altro settore,  un contadino in qualsiasi parte del mondo fa molto di più che semplicemente coltivare un prodotto.  Preserva il paesaggio, protegge il territorio, difende l’ambiente.  Chi paga per questo lavoro?”  “ L’agricoltura ha bisogno di un approccio olistico ed i giovani devono essere messi nelle condizioni di voler restare a coltivare la terra”, ha proseguito.
Petrini ha poi detto sottolineato l’importanza delle conoscenze tradizionali delle comunità contadine che vanno preservate e integrate con la scienza.

Gli ha fatto eco un giovane attivista rurale indiano, presente in sala, Arindam Das Gupta, che ha detto “dobbiamo costruire una nuova immagine dell’agricoltura che rifletta l’importanza di quello che i contadini fanno nella società.

Con una popolazione giovanile tra i 15 ed i 24 anni d’età che supera il miliardo, con una percentuale che in alcuni paesi dell’Africa subsahariana arriva a  rappresentare il 60 per cento della popolazione complessiva, la discussione ha dibattuto del perché le aree rurali non traggono beneficio da questa enorme risorsa e perché giovani donne e uomini continuare ad abbandonare la terra per cercare opportunità altrove.

“Non possiamo permetterci di sotto-utilizzare la più importante risorsa che abbiamo - il capitale umano – e le soluzione che i giovani  possono fornire” , ha affermato Simona Marinescu, economista senior presso il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ed ex Ministro del Lavoro della Romania.  “Nessun altro gruppo nelle nostre società ha il loro potere e la loro passione, devono essere coinvolti nel dialogo sociale e politico”.

Tra gli altri partecipanti alla tavola rotonda Noel D.De Luna, rappresentante permanente delle Filippine presso l’IFAD, e presidente del Comitato per la Sicurezza alimentare, e Kevin Cleaver, Vice Presidente Aggiunto dell’IFAD.

La conferenza annuale del Consiglio dei Governatori dell’IFAD ha aperto i lavori questa mattina con gli interventi di Kofi Annan, Presidente dell’Alleanza per la rivoluzione verde in Africa (AGRA) e della Principessa Haya Al Hussein, Ambasciatrice di Pace delle Nazioni Unite e moglie del Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti.

L’incontro continua domani, 20 febbraio.  In agenda quattro tavole rotonde regionali.  I relatori - esperti di sviluppo agricolo e rurale e rappresentanti di associazioni contadine e di organizzazioni giovanili - discuteranno delle difficoltà che devono affrontare i giovani che vivono nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo.

Per maggiori informazioni sulla Conferenza annuale dell’IFAD e per consultarne il programma dettagliato, visitare il sito www.ifad.org.
Per immagini relative alle attività del Fondo, potete consultare l’archivio fotografico dell’IFAD.

Gli inviati del “social reporting team” dell’IFAD documenteranno in diretta il Consiglio dei Governatori. Seguiteli su Twitter e su Facebook.


Comunicato stampa No.: IFAD/12/2011
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 12,5 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a paesi in via di sviluppo, mettendo oltre 370 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 167 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.