Roma, 19 febbraio 2011 - L’Ambasciatrice di Pace delle Nazioni Unite, Sua Altezza Principessa Haya Al Hussein, ha lanciato oggi un appello affinché si dia una risposta urgente ed efficace alla scarsezza di cibo e alla fame che affligge milioni di persone nel mondo.
Nel suo intervento tenuto nella giornata d’ apertura del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), la Principessa Haya ha invitato i governi e gli altri donatori a mantenere gli impegni presi con i programmi alimentari.
“In un mondo che esplode di prosperità ed opportunità, abbiamo messo da parte la nostra coscienza morale. Siamo moralmente in bancarotta” ha dichiarato. “Abbiamo perso quel senso di compassione e di comunità che rende la vita meritevole di essere vissuta. Possiamo spendere miliardi e miliardi di dollari in armamenti per combattere per brandelli di territorio, per un’ideologia o per la religione, ma lasciamo che 300 milioni di bambini muoiano di fame”.
“Molti dei nostri politici vivono davvero fuori dal mondo, lontani e senza capire la vita di chi non ha nulla da mangiare. Non danno i fondi necessari affinché si possa cambiare questa situazione, ed ancora peggio, non mantengono gli impegni presi”.
Come ambasciatrice di pace dell’ONU la principessa Haya è stato spesso sul campo, ed ha frequentemente visitato programmi alimentari in tutto il mondo. In passato è stata infatti Ambasciatrice di buona volontà per il Programma Alimentare Mondiale (PAM) e ha fondato in Giordania, suo paese natale, Tkiyet Um Ali, il primo programma di aiuti alimentari non governativo del mondo arabo.
La principessa Haya ha affermato che i recenti eventi in Medio Oriente hanno messo in evidenza l’impatto che hanno le questioni legate al cibo. “I prezzi alimentari sono stati una delle forze motrici che hanno spinto la gioventù araba nelle strade per chiedere un cambiamento nel Maghreb e nel Golfo Arabo. Possiamo discutere quanto economia e politica abbiano influito su queste proteste, ma certamente il cibo è il bisogno umano più basilare. Quando manca il cibo, allora le persone reagiscono.
Gli eventi in Medio Oriente sono motivo di allarme per la regione, ma credo che lo debbano essere per tutto il mondo”.
La principessa, che di recente ha visitato i progetti di IFAD e PAM in Cambogia, ha elogiato l’IFAD “per aver identificato il vero volto della fame e aver deciso di concentrare i propri progetti sulle donne e sui giovani”. La principessa ha fatto notare che l’80 per cento dei micro-finanziamenti IFAD siano rivolti alle donne.
Ha illustrato il suo punto di vista sull’emergenza della situazione, ricordando il suo incontro con una bambina malnutrita in un ospedale del Malawi durante la sua prima visita per l’ONU. La piccola è morta poco dopo che la principessa le aveva stretto la mano ed era stata portata via in una busta di plastica.
“Era come se non fosse mai esistita. Ho imparato molto da quella prima visita: quando non hai nulla da mangiare sei così magro, sei così insignificante che a mala pena lasci un’impronta sulle lenzuola. Quella piccola neonata in Malawi potrebbe essere con noi oggi se avessimo fatto di più che rilasciare dichiarazioni e comunicati. E` troppo tardi per quella neonata, ma non è troppo tardi per salvare milioni di bambini come lei”.
Il lavoro umanitario della principessa riflette il suo retaggio familiare come figlia di Re Hussein di Giordania e della Regina Alia. E’ moglie dello Sceicco Mahammed Bin Rashid Al Maktoum, Vice-presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, reggente di Dubai. Gli Emirati sono uno dei pochi paesi che hanno rispettato gli obiettivi di aiuti allo sviluppo fissati dall’ONU.
Comunicato stampa No.: IFAD/08/2011
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 12,5 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a paesi in via di sviluppo, mettendo oltre 370 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 167 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.