Enabling poor rural people
to overcome poverty



Il Presidente Kanayo F.Nwanze ai 167 Paesi membri:  occorre investire nelle nuove generazioni per promuovere economie rurali più dinamiche

Roma, 19 febbraio 2011 – “L’Africa ha la terra ed il capitale umano per sviluppare un sistema agricolo in grado di produrre eccedenze per garantire la sicurezza alimentare globale negli anni a venire”, ha affermato Kofi Annan, Presidente dell’Alleanza per la rivoluzione verde in Africa (AGRA), ed ex Segretario Generale delle Nazioni Unite, intervenendo oggi all’apertura del Consiglio dei Governatori del  Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Progressi sono stati fatti in questa direzione, grazie a “idee creative, partenariati efficaci, grazie all’impegno dei governi e agli sforzi dei piccoli contadini che “ insieme al reperimento delle risorse “consentiranno all’Africa di produrre eccedenze per l’esportazione”, ha detto Annan, parlando ai rappresentanti dei 167 Paesi membri dell’IFAD riuniti a Roma per l’annuale Consiglio dei Governatori del Fondo.

Ha poi fatto cenno ad alcuni dei fattori che hanno portato ad un declino del settore agricolo ed un conseguente aumento del numero delle persone povere in Africa, come l’esclusione del continente dall’accesso a nuove tecnologie agricole, una cattiva gestione delle risorse, la mancanza di infrastrutture,  sistemi economici deboli, un regime commerciale sbilanciato ed il drammatico calo degli aiuti internazionali nel corso dell’ultimo trentennio.

“La mancanza di accesso al credito e ad altri servizi finanziari hanno anch’essi rappresentato un enorme freno allo sviluppo agricolo.  Ma ci sono segnali che la situazione stia cambiando, grazie ad attività innovative di lavoro con le banche, per condividere i rischi e incrementare i prestiti al settore agricolo”, ha aggiunto Annan, facendo notare che il partenariato tra l’IFAD e l’AGRA è stato in grado di mobilitare oltre 160 milioni di dollari in prestiti a basso costo all’agricoltura da parte di banche commerciali in Ghana, Kenya, Mozambico, Tanzania e Uganda.

Annan ha infine esortato i delegati del Consiglio dei Governatori dell’IFAD a dare il loro sostegno al continente africano con politiche ed investimenti che promuovano l’allargamento delle colture alimentari di base, che abbiano un approccio coerente agli investimenti lungo l’intera filiera alimentare e, soprattutto, che mettano al centro i piccoli contadini da lui definiti “il perno dell’agricoltura africana”.

Nella sessione d’apertura è intervenuta anche Sua Altezza Reale la Principessa Haya Al Hussein, Ambasciatrice di Pace delle Nazioni Unite e moglie del Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti.  Nel suo discorso ha sottolineato le sfide con cui devono fare i conti i giovani del Vicino Oriente, elogiando poi l’IFAD per il suo impegno nel cercare di dare una risposta ai problemi delle donne e dei giovani che vivono nelle aree rurali.

“Oltre l’80 per cento del portafoglio di micro-crediti è diretto alle donne”, ha detto la Principessa Haya Al Hussein.  “I progetti dell’IFAD offrono una risposta alla massiccia disoccupazione rurale, specialmente tra i giovani.  La disoccupazione giovanile è una sfida di vaste proporzioni a livello globale, ma ancora di più nel mondo arabo dove metà della popolazione ha meno di 25 anni”.  

È quindi intervenuto il Sottosegretario italiano al Ministero dell’Economia e Finanze, On. Luigi Casero.   Dopo aver ricordato l’impegno del Governo italiano nel mettere al centro delle priorità politiche la sicurezza alimentare ha ribadito il ruolo chiave dell’agricoltura nella lotta alla povertà.  “l’Italia è fermamente convinta che il sostegno ai piccoli agricoltori rappresenti una delle risposte più efficaci per promuovere una crescita sostenibile dei paesi poveri”, ha detto, sottolineando la necessità di maggiori investimenti nel settore agricolo.

Nel suo discorso d’apertura  il Presidente dell’IFAD Kanayo F.Nwanze ha espresso una certa dose d’ottimismo circa le opportunità che potrebbero aprire gli emergenti mercati agricoli e la catena di valore aggiunto rappresentata dalla filiera alimentare che ha detto “offre alle popolazioni rurali povere l’opportunità di realizzare maggiori profitti rispetto al passato, ma solo se saranno messi  in grado di controbilanciarne i costi iniziali”, ha aggiunto.  “E` essenziale riconoscere che l’agricoltura, a qualsiasi livello, è un business ed ogni attività commerciale ha bisogno di collegamenti chiari lungo la catena di valore – dalla produzione alla trasformazione, alla commercializzazione ed al consumo”.

Nwanze ha evidenziato che investire nelle nuove generazioni è decisivo per costruire economie rurali più dinamiche, in grado a loro volta di superare sfide di grande portata come la riduzione di fame e povertà, la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, il raggiungimento della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale.

“Gli eventi recenti mostrano con chiarezza l’energia, la creatività e la forza delle giovani generazioni, e l’importanza di assicurare che essi abbiano un futuro nelle società in cui vivono”, ha detto Nwanze. 

Durante la sessione odierna il Consiglio dei Governatori ha approvato per acclamazione la richiesta di due nuovi Stati Membri, l’Uzbekistan e l’Ungheria, che portano così  il totale dei paesi membri dell’IFAD a 167.

Il Consiglio dei Governatori è il più alto organo decisionale dell’IFAD.  Tra gli eventi previsti nella giornata odierna la tavola rotonda in sessione plenaria sul temaNutrire le generazioni future: giovani rurali oggi – agricoltori fiorenti e produttivi domani”, moderata dalla ex giornalista della CNN Tumi Makgabo.  I relatori saranno Agnes Matilda Kalibata, Ministra dell’Agricoltura e delle risorse animali del Ruanda; Noel D.De Luna, rappresentante permanente delle Filippine presso l’IFAD, e presidente del Comitato per la Sicurezza alimentare; Simona Marinescu, economista senior presso il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ed ex Ministro del Lavoro della Romania; Carlo Petrini, presidente di Slow Food; Dayana Rivera Rivas, dell’Associazione dei piccoli coltivatori di caffé de La Marina, in Colombia (ASOPECAM);  e Kevin Cleaver, Vice Presidente Aggiunto dell’IFAD.

Domani 20 febbraio, la seconda ed ultima giornata della Conferenza, sono in programma quattro tavole rotonde regionali - Asia e Pacifico; America Latina e Caraibi; Africa sub-sahariana e Vicino Oriente, Nord-Africa ed Europa - relatori esperti di sviluppo agricolo e rurale e rappresentanti di associazioni contadine e di organizzazioni giovanili.  Le tavole rotonde discuteranno del perché le aree rurali non traggono beneficio dal talento e dalle energie dei tantissimi giovani donne e uomini che vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, e perché invece così tanti di essi sono costretti a lasciare la terra in cerca di opportunità altrove.

  • Per maggiori informazioni sulla Conferenza annuale dell’IFAD e per consultarne il programma dettagliato, visitare il sito web .
  • Per immagini relative alle attività del Fondo, potete consultare l’archivio fotografico dell’IFAD.
  • Gli inviati del “social reporting team” dell’IFAD documenteranno in diretta il Consiglio dei Governatori. Seguiteli su Twitter e su Facebook.

Comunicato stampa No.: IFAD/09/2011

Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 12,5 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a paesi in via di sviluppo, mettendo oltre 370 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 167 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.