Per il presidente IFAD Kanayo F. Nwanze lo sviluppo rurale a lungo termine è l'elemento più efficace nella lotta alla povertàRoma 22 Febbraio 2012 – Nel suo discorso d’apertura della trentacinquesima riunione annuale del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) il presidente Kanayo F. Nwanze si impegna a far uscire dalla povertà 90 milioni di persone.
“E’ arrivato il momento in cui i piccoli agricoltori si approprino del loro ruolo di attori attivi nella crescita economica e per la sicurezza alimentare”, ha detto Nwanze ai rappresentanti della comunità internazionale e delle associazioni contadine, ai policy makers, ai leader di governi e ai ministri riuniti all’IFAD. “Quando questi agricoltori sono riconosciuti come piccoli imprenditori, quando hanno accesso a migliori risorse e incentivi, e quando hanno accesso ai mercati e a un contesto politico-istituzionale favorevole, essi possono trasformare le loro comunità, le loro vite e il mondo intero.
Con una crescita della popolazione globale stimata a più di 9 miliardi nel 2050, il presidente Nwanze ha chiesto “perseveranza, pazienza e determinazione” nel lavoro di riduzione della povertà e di trovare soluzioni che siano “climate-smart” per sviluppare la resilienza dei piccoli agricoltori ai cambiamenti climatici.
Il presidente Nwanze ha specificamente enfatizzato il carattere innovativo del programma Adaptation for Smallholder Agriculture e il ruolo cruciale del Fondo nel sostenere i piccoli agricoltori all’adattamento ai cambiamenti climatici, contribuendo anche alla riduzione nocive delle emissioni e a preservare le risorse naturali.
Il presidente Nwanze ha sottolineato l’importanza delle donne, che sostengono un enorme carico di lavoro nelle aree rurali. L’IFAD ha da molto tempo riconosciuto che non ci saranno progressi sostanziali nella lotta alla povertà a meno che non si investa di più sulle donne, la metà della popolazione mondiale.
Considerando che oltre la metà della popolazione rurale nei paesi in via di sviluppo ha un’età compresa tra i 15 e i 25 anni, Nwanze ha fatto appello ai leader dei paesi in via di sviluppo affinché collaborino con l’IFAD per “utilizzare al meglio il grande potenziale e l’energia dei giovani e avere garantire loro nuove opportunità, in particolare nelle aree rurali”.
“Avremo bisogno che i giovani di oggi siano gli agricoltori di domani”, ha aggiunto il presidente dell’IFAD.
Da quando ha iniziato il suo mandato nel 2009 il presidente Nwanze ha coordinato un’agenda di riforme che ha migliorato l’efficienza dell’IFAD e ha portato a una più rapida attuazione dei progetti, limitando i ritardi tra l’approvazione e il finanziamento degli stessi.
Nwanze, che ha diretto la fase di progressiva crescente presenza dell’IFAD direttamente nei Paesi in cui il Fondo opera, ha affermato che in tal modo l’IFAD supporterà un numero maggiore di agricoltori e comunità rurali e rafforzerà la collaborazione in loco.. Inoltre si è impegnato a espandere il partenariato con il settore privato per rendere “i piccoli agricoltori collaboratori più visibili nel loro sforzo di nutrire il mondo”.
Il Presidente dell’IFAD ha ringraziato i Paesi Membri per il loro impegno finanziario in occasione del nono contributo di risorse destinate all’IFAD, contributo di un miliardo e mezzo di dollari destinato al finanziamento dell’agricoltura e di progetti di sviluppo agricolo nei Paesi in via di sviluppo. Il contributo dei Paesi Membri è aumentato del 25 per cento rispetto all’ultimo contributo alle risorse destinate all’IFAD.
Nwanze ha ringraziato il personale IFAD per l’ impegno e la dedizione al mandato del Fondo. Il presidente ha inoltre dato il benvenuto ai nuovi leader delle due agenzie Onu, l’Organizzazione Mondiale per l’Agricoltura (FAO) e il Programma Alimentare Mondiale (PAM).
Il presidente ha promesso che “l’IFAD sarà un alleato sempre più forte delle popolazioni rurali povere. Durante ogni forum, conferenza , incontro e summit continueremo ad essere la voce di piccoli agricoltori, pescatori, pastori, lavoratori della terra, donne e giovani”.
Avviso ai media No: IFAD/13/2012
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito circa 13,7 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti nei paesi in via di sviluppo, mettendo circa 405 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà e contribuendo in tal modo a dare impulso alle comunità rurali. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 167 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.