Il premier Mario Monti al Consiglio dei Governatori sottolinea il pieno sostegno italiano alle politiche IFAD. "E' necessario garantire il diritto di ogni individuo ad avere una dieta sana ed equilibrata" Roma 22 febbraio 2012 - Il primo ministro italiano, Mario Monti, questa mattina è intervenuto all’apertura dei lavori del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).
Rivolgendosi al Presidente dell’IFAD e ai rappresentanti dei 167 paesi membri del Fondo, la maggior parte dei quali provenienti da paesi poveri, il premier Mario Monti ha ricordato che “in ogni incontro internazionale l’Italia continuerà a sottolineare la necessità di non dimenticare la nostra responsabilità comune nella lotta alla fame e nello sviluppo di un sistema alimentare globale sostenibile e giusto”. Il presidente ha sottolineato anche come “un mondo che soffre la fame è un mondo ingiusto e instabile”. E ha aggiunto che “è necessario garantire il diritto di ogni individuo ad avere una dieta sana ed equilibrata. L’aumento del 25 per cento dell’ultimo contributo alle risorse destinate all’IFAD indica l’appoggio chiaro che Il Fondo e il suo presidente trovano”, ha spiegato .
Nel sottolineare l’importanza dei lavori del Consiglio dei Governatori in un momento in cui la sicurezza alimentare è di nuovo al centro dell’agenda globale, il premier Monti ha ribadito quanto questa sia ”un’ovvia priorità per la politica italiana”. Il primo ministro Monti ha ricordato come nel 2008 durante il G8 dell’Aquila il governo italiano con l’allora premier Silvio Berlusconi abbia lanciato un’iniziativa globale per la sicurezza alimentare. Durante tale incontro 40 paesi hanno deciso di unire le loro forze nella lotta alla fame globale. In un documento congiunto hanno espresso la loro visione comune e si sono impegnati a destinare 20 miliardi di dollari in tre anni .
“I principi sanciti in quell’occasione sono stati approvati al Summit mondiale per la sicurezza alimentare del novembre 2009”, ha ricordato Monti. “Sono conosciuti come i cinque principi di Roma per la sicurezza alimentare” .
Il premier italiano ha ribadito il ruolo centrale delle donne nell’economia agricola. Si è quindi complimentato con l’IFAD per il suo lavoro a favore dell’eguaglianza di genere, ribadendo le dichiarazioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite secondo cui concedere alle donne uguale accesso alle risorse produttive significherebbe aumentare del 20 per cento i livelli di produzione agricola globale.
“Dare alle donne uguale accesso alle risorse agricole è uno dei modi migliori per ridurre la povertà”, ha spiegato.
Il premier italiano ha infine ricordato come non sia possibile avere un un’azione forte per la sicurezza alimentare senza istituzioni forti.” L’Italia ha fatto la sua parte, aumentando del 10 per cento i fondi stanziati nonostante i forti limiti di budget che abbiamo internamente. Questo a dimostrare il nostro fermo supporto al mandato IFAD di cui condividiamo pienamente le strategie”.
Monti ha concluso il suo intervento in una standing ovation generale sottolineando come la sicurezza alimentare debba restare una priorità per la comunità internazionale. “Il mondo avrà bisogno di nutrire una popolazione crescente”.
Avviso ai media No: IFAD/14/2012
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito circa 13,7 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti nei paesi in via di sviluppo, mettendo circa 405 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà e contribuendo in tal modo a dare impulso alle comunità rurali. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 168 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.