Enabling poor rural people
to overcome poverty



Roma, 22 novembre 2012 – Si è tenuto oggi a Roma, presso la sede dell’Università di Roma Tre il workshop internazionale Sviluppo Sostenibile dei Biocarburanti per l’Aviazione a favore dei poveri. Il workshop è stato organizzato dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), unitamente al  Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Vicariato di Roma, all’Università Roma Tre e con il sostegno di Boeing. 

Esperti, autorità politiche e altri esponenti di calibro mondiale si sono riuniti per identificare una via percorribile che faciliti lo sviluppo dei biocombustibili destinati all’aviazione, nel rispetto di un approccio sostenibile e delle popolazioni povere. I relatori hanno evidenziato la necessità di aprire un dialogo con i piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo, onde evitare il rischio di politiche non inclusive sui biocarburanti sia a livello internazionale che locale. 

Tra gli importanti relatori del workshop, si annovera: Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Don Emilio Bettini, Professore di Teologia, Universitá Cattolica Sacro Cuore e Universitá Europea di Roma , Antonio de Palmas, Presidente relazioni con UE, NATO, Boeing e Carlos Seré, Chief Development Strategist presso l’IFAD.

Gli oratori hanno illustrato le opportunità rappresentante dai biocarburanti nel campo della riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dall’industria del trasporto aereo e in materia di creazione occupazionale nelle comunità rurali. Tuttavia, tutti hanno concordato sulla necessità di analizzare ogni aspetto di tale argomento, prima che queste opportunità diventino realtà.

“Potenzialmente, i biocarburanti rappresentano un’opportunità per lo sviluppo rurale al fine di ridurre la povertà e migliorare la sicurezza alimentare,” ha dichiarato nella sessione di apertura Carlos Seré dell’IFAD.“ Tuttavia, le modalità di produzione di tali biocarburanti possono implicare rischi significativi, che necessitano di essere pienamente compresi e pertanto evitati”.

È, altresì, fondamentale esaminare l’impatto dei sempre maggiori investimenti nei biocarburanti, poiché tocca da vicino la sicurezza alimentare, in tutte le sue sfaccettature. Oggigiorno, in un’epoca in cui la sicurezza alimentare è sempre più difficile da raggiungere a causa dell’erosione del suolo, della scarsità delle risorse idriche é del previsto aumento della popolazione mondiale, i piccoli agricoltori, in veste di custodi delle risorse naturali, dotati di pieni poteri decisionali in merito all’impiego della terra, devono rivestire un ruolo fondamentale in tale processo, in quanto sono i loro mezzi di sussistenza, il più delle volte, ad essere compromessi. E la scelta della tecnologia più appropriata da usare impone un’analisi meticolosa delle condizioni sociali, ambientali ed economiche a livello locale.

I partecipanti al workshop hanno, inoltre, identificato gli eventuali rischi e riflettuto sul potenziale impatto dei biocarburanti sulla sicurezza alimentare,  laddove le materie prime agricole vengono usate per la produzione di biocombustibile. “Alcune colture con elevato contenuto di olio, amido o zucchero possono prosperare in aree marginali” ha spiegato Carlos Seré. “Si tratta di colture non commestibili o dal multiplo impiego che possono crescere in queste aree per la produzione di materie prime industriali, quando non è vantaggioso, da un punto di vista economico e biofisico, piantare colture destinate all’alimentazione. Esistono, inoltre, altre tecnologie in via di sviluppo in grado di produrre biocarburanti dalla cellulosa e dalle alghe che non competono direttamente con la produzione alimentare. Occorre comprendere, quanto prima, tutte le dimensioni dello sviluppo di tali opzioni sia nel breve che nel lungo periodo”.

“In tale contesto, un consorzio, con fondi mobilitati mediante l’IFAD, ha avviato un’iniziativa di 12 milioni di dollari americani per condurre ricerca e sviluppo di colture alterne (non alimentari o impiego multiplo). Il  consorzio include il World Agroforestry Centre e altri partner, nuclei di eccellenza di comprovata competenza in materia di colture selezionate. L’obiettivo è l’esplorazione delle opzioni per lo sviluppo di una produzione di biocarburante competitiva, sostenibile e incentrata sui piccoli agricoltori, basata su colture sotto-utilizzate in grado di crescere su terreni meno adatti alla produzione di beni alimentari”,  ha aggiunto Carlos Seré.

Inoltre, l’IFAD ha erogato un finanziamento di ulteriori 4.4 milioni di dollari americani in donazioni alla ricerca, condotta in partenariato con International Crops Research Institute for the Semi-Arid Tropics, Asian Development Bank,  International Center for Tropical Agriculture e molti altri per studiare la possibilità di produrre biocarburanti, ad esempio, nella Regione del Mekong, nonché valutare l’impatto sulla sicurezza alimentare e sulla riduzione della povertà in altre regioni in via di sviluppo del mondo.  

“Il sostegno dell’IFAD ai programmi e ai progetti relativi alla produzione di biocarburante è rivolto a favore delle popolazioni povere, è a supporto dei mezzi di sussistenza locali e dell’ambiente, promuove l’uguaglianza fra i sessi, l’emancipazione delle donne e contribuisce alla sicurezza alimentare,” ha ribadito Carlos Seré. “È parte di un approccio onnicomprensivo per stimolare lo sviluppo rurale a ridurre la povertà e migliorare la sicurezza alimentare, un mezzo per un fine e non un fine a se stesso.”


Comunicato Stampa No.: IFAD/70/2012

Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle ad incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito circa 14.3 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti nei paesi in via di sviluppo, mettendo circa oltre 400 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà e contribuendo in tal modo a dare impulso alle comunità rurali. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico, composto da 168 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.