Roma, 21 febbraio 2012 – Rappresentanti e delegati delle organizzazioni contadine e dei produttori rurali di tutto il mondo si sono incontrati a Roma presso il quartier generale del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) in occasione del Quarto Forum Globale degli Agricoltori.
Provenienti dalle regioni dove l’IFAD opera, dai fianchi delle montagne, dalle aree colpite da siccità o soggette a inondazioni, i partecipanti al Forum sono venuti a Roma in rappresentanza di milioni di contadini, piccoli agricoltori proprietari terrieri, pastori e pescatori che ogni giorno devono affrontare sfide importanti a causa dei cambiamenti climatici. Il Forum è una piattaforma di dialogo promossa dall’IFAD. Anche quest’anno si è tenuto in occasione della riunione annuale del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo. Punto cruciale della discussione, lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e il suo indissolubile legame con la sicurezza alimentare nella lotta alla povertà.
“Il mare è vuoto, per questo anche le nostre reti e i nostri piatti lo sono”, ha detto in occasione dell’apertura dei lavori Herman Kumara Wijethunge, Segretario generale del National Fisheries Solidarity Movement e del Word Forum of Fisher people. Herman Kumara Wijethung ha anche evidenziato che istituzioni come l’IFAD aiutano a rendere più fluida la politica del dialogo, sottolineando che il Forum degli agricoltori è un momento chiave per attirare l’attenzione internazionale sui bisogni dei pescatori.
In occasione del Forum, i 92 rappresentanti delle organizzazioni contadine hanno convenuto sulla necessità di affrontare congiuntamente le sfide rappresentate dalla insicurezza alimentare e dai cambiamenti climatici. Hanno inoltre messo in risalto quanto sia importante il ruolo dell’IFAD nel porre i bisogni dei piccoli agricoltori, dei pastori e dei pescatori nell’agenda internazionale.
“Il partenariato è un elemento centrale del mandato dell’IFAD”, ha detto il presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, Kanayo F. Nwanze. “Gli agricoltori provenienti dai paesi in via di sviluppo sono i nostri partner più importanti. Sono gli esperti e gli agenti del cambiamento, indispensabili per assicurare sufficiente cibo a una sempre crescente popolazione. Abbiamo bisogno di loro e delle loro conoscenze per portare avanti il nostro lavoro, per aiutare a fare aumentare la produzione di cibo e migliorare la capacità di adattamento dei piccoli agricoltori mondiali che oggi danno da mangiare a un terzo della popolazione globale.
I piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo soffrono in particolare per i cambiamenti climatici e per il degrado delle risorse naturali. Vivono e guadagnano da vivere nelle zone più vulnerabili del pianeta dal punto di vista climatico e ambientale, spesso affidandosi a risorse naturali a loro volta dipendenti dalle condizioni climatiche. Ma l’incertezza sempre maggiore di queste condizioni meteorologiche, la scarsità delle risorse idriche, l’erosione del suolo, il declino nella fertilità della terra e la salinizzazione di intere aree arabili, tutti questi fattori contribuiscono a minare la produzione agricola in molte parti del mondo in via di sviluppo.
“Le soluzioni alle sfide relative ai cambiamenti climatici e il miglioramento della sostenibilità ambientale non sono solo una questione tecnologica, ma sono anche gli elementi cardine di una politica giusta che va messa in pratica”, ha detto Jean Philippe Audinet, che dirige i lavori del Forum. “Le organizzazioni di agricoltori giocano un ruolo centrale nel rappresentare i piccoli proprietari terrieri nella politica del dialogo in modo da assicurare che le strategie e gli interventi messi in campo rispondano effettivamente alle loro necessità e realtà della vita quotidiana”.
L’idea del Forum degli Agricoltori ha preso forma nel 2005, la prima riunione annuale si è tenuta nel 2006. Si tratta di un’istituzionalizzazione di quel dialogo continuo che esiste tra le organizzazioni dei contadini e dei produttori rurali, il personale IFAD e i funzionari governativi degli Stati membri.
Avviso ai media No: IFAD/09/2012
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito circa 13,7 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti nei paesi in via di sviluppo, mettendo circa 405 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà e contribuendo in tal modo a dare impulso alle comunità rurali. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 167 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.