“I partenariati possono rendere la sicurezza alimentare una realtà”
Roma, 13 Febbraio 2013 - Nel suo discorso d’apertura della trentaseiesima riunione annuale del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) il presidente Kanayo F. Nwanze ha enfatizzato il ruolo dei partenariati per raggiungere l’obiettivo di una sicurezza alimentare globale e sradicare la povertà in un “mondo in continuo cambiamento” che deve affrontare instabilità finanziaria, prezzi alimentari volatili e cambiamenti climatici. “Per dirla in maniera semplice, più partenariati significa maggiore impatto”, ha spiegato Nwanze. E ha sottolineato il fermo intento dell’IFAD di lavorare con i suoi partners in modo da rafforzarsi nella battaglia contro la povertà agricola.
“Un processo di trasformazione interno ha permesso di rendere l’IFAD un’agenzia più agile ed efficiente, ancora più capace di rispondere ai cambiamenti rapidi dell’ambiente”, Nwanze ha sottolineato. Tali riforme hanno “migliorato l’efficacia dell’IFAD in un momento in cui nuove sfide rimodellano di continuo lo scenario fisico e geopolitico in cui lavoriamo”, ha aggiunto il presidente.
Rivolgendosi ai rappresentanti degli Stati membri dell’IFAD, Nwanze ha ricordato l’importanza, nell’ottica di un progresso dello sviluppo economico rurale nei prossimi anni, di focalizzare l’attenzione su alcuni elementi chiave, quali le nuove generazioni rurali, la resistenza ai cambiamenti climatici e gli stati più deboli.
“Le aree rurali attive possono assicurare un flusso dinamico di benefici economici tra le zone rurali e quelle urbane così che le nazioni possano godere di uno sviluppo bilanciato e sostenibile”, ha spiegato Nwanze. Sottolineando l’aumento dei contributi “domestici” ai programmi e ai progetti IFAD, di gran lunga più alti dei cofinanziamenti esterni, il presidente ha voluto segnalare l’impegno dei paesi poveri verso uno sviluppo rurale. Un impegno che rappresenta un elemento chiave di crescita, poiché “come l’esperienza insegna, lo sviluppo è più efficace quando è autonomo”.
Parlando delle sfide legate ai cambiamenti climatici, il presidente ha quindi ricordato quanto sia importante agire adesso. “Il modo in cui rispondiamo alle sfide di oggi determinerà non solo il sistema alimentare del futuro prossimo, ma anche la salute degli ecosistemi e la distribuzione della popolazione mondiale”, ha sottolineato ricordando che l’IFAD sta già giocando un ruolo centrale nell’aiutare i piccoli proprietari terrieri agricoli ad adattarsi ai cambiamenti climatici e a salvaguardare le risorse naturali attraverso l’innovativo programma di adattamento dei piccoli proprietari terrieri agricoli.
Fondamentale, secondo Nwanze, la creazione di opportunità per le popolazioni giovani che “senza prospettive non hanno nulla da perdere e sono maggiormente influenzabili dagli estremismi”. Il presidente ha ricordato anche la grande importanza delle donne che nelle aree rurali si sobbarcano un grande carico di lavoro. L’IFAD ha da tempo riconosciuto che non ci sarà progresso sostenibile nella riduzione della povertà a meno che non ci sia un maggiore investimento sulle donne, l’altra metà dell’umanità.
Subito dopo l’apertura della conferenza, il Consiglio dei Governatori, il più alto organo decisionale dell’IFAD, ha rieletto Nwanze presidente per acclamazione per un secondo mandato di quattro anni. Sotto la leadership di Nwanze l’IFAD ha negli ultimi quattro anni aumentato la sua presenza nei paesi in cui opera. Nel suo discorso oggi il presidente ha promesso che il Fondo creerà le condizioni per permettere a 80 milioni di persone di uscire dalla povertà e rafforzerà il suo lavoro con una nuova presenza in nuovi paesi.
Nel 2009 l’IFAD aveva uffici sul campo in 25 paesi. Alla fine del 2012 gli uffici erano 38, con un incremento del 36 per cento solo nell’ultimo anno. Lo staff IFAD sul campo è aumentato in maniera costante fino al 15 per cento, permettendo al Fondo di impegnarsi in una politica di dialogo e di supportare meglio i suoi partner.
Nel suo discorso di accettazione del nuovo mandato, Nwanze ha promesso di lavorare per mobilitare nuove risorse a favore dei piccoli proprietari terrieri. “Lavorando in partnership possiamo trasformare le aree rurali in macchine di crescita fornendo cibo, lavoro e un reddito decoroso a tre miliardi di donne e uomini del mondo rurale”, ha concluso.
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito quasi 14.8 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti nei paesi in via di sviluppo, mettendo circa 400 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà e contribuendo in tal modo a dare impulso alle comunità rurali. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 172 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.
Comunicato stampa: IFAD/08/2013