Kanayo F. Nwanze alla guida dell’IFAD per altri quattro anni
Roma, 13 Febbraio 2013 - Il vice premier della Repubblica Popolare Cinese Hui Liangyu e Il ministro dell’Economia e delle Finanze italiano Vittorio Grilli sono intervenuti all’apertura dei lavori della trentaseiesima riunione del Consiglio dei Governatori, il più alto organo decisionale del Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).
Il vicepresidente ha ribadito l’impegno cinese nel porre l’agricoltura e la riduzione della povertà quale elemento principale nell’agenda economica e sociale. Liangyu ha chiesto alla comunità internazionale di focalizzare la propria attenzione sul sostegno dei paesi in via di sviluppo per il raggiungimento della sicurezza alimentare nonché sull’eliminazione della povertà rurale attraverso la cooperazione Nord-Sud, così da promuovere scambi tra i paesi in via di sviluppo.
“Le Nazioni devono lavorare assieme, rinunciare al protezionismo, migliorare l’acceso al mercato e costruire un sistema internazionale per il commercio agricolo guisto, in modo da creare un ambiente favorevole alla crescita dei paesi in via disviluppo”, ha aggiunto.
Parlando del lavoro dell’IFAD, il ministro dell’Economia e delle Finanze italiano Vittorio Grilli ha sottolineato come per raggiungere la sicurezza alimentare globale non siano necessari soltanto investimenti a favore dell’agricoltura, ma sia importante condividere know-how, tecnologie, innovazione, esperienze. “L’IFAD può fare la differenza nell’assistere i piccoli proprietari terrieri agricoli aiutandoli a diventare soggetti attivi del loro sviluppo e di quello delle loro nazioni”.
Un messaggio di sua Santità Papa Benedetto XVI è stato letto da monsignor Dominique Mamberti, segretario per i rapporti della Santa Sede con gli Stati. Si è trattato di un messaggio di speranza, nel quale il Papa ha elogiato il lavoro dell’IFAD per rinforzare l’autonomia dei piccoli agricoltori. Benedetto XVI ha sottolineato come tale approccio riconosca il settore agricolo quale componente principale della crescita economica e del progresso sociale, e restituisca “all’agricoltura e ai lavoratori della terra il ruolo che spetta loro”.
Nella giornata di apertura è stata diffusa anche una sintesi delle decisioni prese dal Forum delle Popolazioni Indigene ospitate dall’IFAD. Le organizzazioni partecipanti hanno presentato una serie di richieste ai governi, quali: “Riconoscere il diritto dei popoli indigeni alla terra, ai territori e alle risorse, inclusi corridoi e pascoli; riconoscere i contributi dei sistemi di conoscenza, tecnologie e mezzi di sussistenza tradizionali quali elementi per migliorare la capacità di resistenza degli ecosistemi e creare sviluppo sostenibile”. Inoltre le organizzazioni indigene si sono impegnate a: “lavorare in collaborazione con l’IFAD e con i governi nella definizione ed elaborazione di modelli di sviluppo sostenibile economicamente vitali, culturalmente appropriati e rispettosi dell’ambiente per le nostre popolazioni”.
In mattinata i rappresentanti degli stati membri dell’IFAD hanno rieletto per acclamazione il presidente Kanayo F. Nwanze per un secondo mandato di quattro anni. Nel suo discorso di ringraziamento il presidente ha promesso che il Fondo creerà le condizioni per permettere a 80 milioni di persone di uscire dalla povertà e rafforzerà il suo operato con una nuova presenza in nuovi paesi.
Durante la giornata di apertura i rappresentanti dei paesi membri IFAD hanno discusso di partenariati pubblico-privato e del ruolo delle organizzazioni di agricoltori: “La cooperazione è l’unico modo per sradicare la povertà e per fornire prodotti di buona qualità ai consumatori”, ha spiegato Tadessa Meskela, fondatore e direttore generale dell’ Unione delle cooperative dei coltivatori di caffè di Oromia, Etiopia. “Permettere agli agricoltori di organizzarsi assieme, formarli in modo che possano produrre con alti livelli di qualità e quindi restituire loro i profitti ottenuti è l’unico modo”, ha spiegato.
La giornata di apertura si è conclusa con un dibattito moderato dal rappresentante speciale Onu su Sicurezza alimentare e Nutrizione, David Nabarro. La discussione si è concentrata sulle possibilità dei piccoli agricoltori di sviluppare i benefici derivanti dai partenariati con attori del settore privato senza compromettere gli interessi delle comunità rurali.
“I piccolo proprietari terrieri agricoli sono determinanti nella fornitura delle materie prime per la realizzazione di molti dei nostri prodotti,” ha spiegato Ingmar Streese, Direttore Programmi Globali e Partenariati della Mars Incorporated. E ha concluso: “Cinque milioni di piccoli agricoltori producono cacao per la Mars. Il nostro futuro è legato al loro. Abbiamo bisogno di una rivoluzione in termini di imprenditorialità”.
Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito quasi 14.8 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti nei paesi in via di sviluppo, mettendo circa 400 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà e contribuendo in tal modo a dare impulso alle comunità rurali. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 172 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.
Comunicato stampa: IFAD/09/2013