IFAD 03/08 L’aumento vertiginoso dei prezzi dei generi alimentari, l’impatto del cambiamento climatico e la diffusione dei biocombustibili sono le principali questioni relative allo sviluppo che verranno discusse nel corso della visita Roma, Parigi, 31 marzo 2008 – Le implicazioni delle nuove, pressanti sfide a livello di sviluppo saranno l’argomento principale del colloquio che avrà luogo oggi a Parigi tra esponenti del governo francese e il presidente dell’IFAD, Lennart Båge. Båge si incontrerà con alti funzionari del governo francese, rappresentanti di organizzazioni della società civile e delegati di istituti di ricerca per concordare metodi innovativi per far fronte alla fame e alla povertà in un mondo in rapido cambiamento. “Il cambiamento climatico è al centro di una serie di nuove sfide che rendono sempre più difficile, per le persone più povere della terra, sfuggire alla povertà e alla fame”, ha dichiarato Båge. “In parole povere, il prezzo dello sviluppo è aumentato. Ci sarà bisogno di una quantità notevole di fondi supplementari per aiutare i paesi poveri ad adattarsi al cambiamento climatico.” La combinazione disastrosa di temperature in aumento, instabilità climatica, variabilità dei cicli stagionali delle colture, carenza crescente di risorse idriche, comparsa di parassiti e malattie nuovi e biodiversità sempre più a rischio potrebbe vanificare i progressi nella riduzione della povertà ottenuti di recente in molte parti del mondo. Circa un miliardo di persone in tutto il mondo vivono in condizioni di povertà assoluta e soffrono la fame. La maggior parte di loro si trova nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo e si guadagna da vivere con l’agricoltura o con attività ad essa collegate. Centinaia di milioni di piccoli agricoltori e altri gruppi di poveri delle aree rurali vivono in zone marginali, ad alto rischio di degrado e di desertificazione a causa del cambiamento climatico. “Possiamo aspettarci che, entro il 2020, i futuri cambiamenti climatici mettano circa altri 50 milioni di persone a rischio di soffrire la fame”, afferma Båge. “Proprio le persone meno responsabili di questo problema saranno colpite per prime, e più duramente.” “Si prevede che sarà l’Africa a trovarsi nella situazione peggiore, con almeno 75 milioni di persone costrette ad affrontare carenze idriche sempre maggiori e mancanza di acqua pulita”, aggiunge Båge. Altri due fenomeni di importanza crescente sono strettamente legati al cambiamento climatico: l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e la diffusione dei biocombustibili. La domanda crescente di biocombustibili sta alimentando il timore che i poveri che vivono in zone rurali marginali possano perdere le proprie terre, a causa della pressione esercitata da influenti gruppi di interesse alla ricerca di nuove aree da destinare alla produzione di biocombustibili. Molte delle persone più povere del mondo stanno risentendo dell’aumento vertiginoso dei prezzi dei generi alimentari, che ha già causato rivolte in vari paesi, tra cui Burkina Faso, Camerun e Mozambico. “Nel giro di poco tempo, la sicurezza potrebbe diventare un problema molto serio”, ha dichiarato Båge. La Francia e l’IFAD vantano una lunga storia di collaborazione nei paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa. Ad oggi, la Francia ha sostenuto con oltre 255 milioni di dollari progetti e programmi finanziati dall’IFAD e mirati a ridurre la povertà. Ha anche contribuito con un finanziamento di quasi 42 milioni di dollari al Programma speciale dell’IFAD per l’Africa sub-sahariana. Con circa il 50 per cento delle proprie risorse destinate all’Africa, l’IFAD è una delle tre agenzie multilaterali maggiormente impegnate in questo continente. Il Nuovo Partenariato per lo Sviluppo dell’Africa (NEPAD) e il Programma Globale per lo Sviluppo Agricolo dell’Africa (CAADP) costituiscono il quadro di riferimento che guida tutti gli interventi dell’IFAD nel continente africano. L’IFAD ha finanziato progetti che hanno aiutato agricoltori in Ghana, Nigeria, Benin e Congo a ottenere un aumento sostanziale nella produzione di manioca; la Nigeria ha raggiunto l’autosufficienza per quanto riguarda la produzione di manioca. Un altro progetto in Niger ha promosso lo sviluppo di versioni perfezionate dei metodi tradizionali di conservazione dell’acqua che hanno consentito agli agricoltori di aumentare i raccolti anche del 700 per cento. A São Tomé e Príncipe, l’IFAD ha messo in contatto, con ottimi risultati, un’industria francese di cioccolato organico con degli agricoltori che coltivano cacao, i quali possono ora contare su un mercato garantito per il loro prodotto. L’IFAD sta rafforzando un’alleanza di lunga data con la Banca Africana di Sviluppo e si è associata con l’Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa, presieduta dall’ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il cui scopo è garantire che l’Africa possa realizzare la propria “Rivoluzione Verde”. “La prima Rivoluzione Verde ci ha dimostrato che non basta concentrarsi soltanto sulla produttività”, afferma Båge. “Dobbiamo anche creare le condizioni affinché l’agricoltura sia sostenibile. Questa è una priorità tanto per l’IFAD quanto per il governo francese.” L’IFAD è stato creato 30 anni fa per combattere la povertà rurale, una delle conseguenze principali delle siccità e delle carestie dei primi anni settanta. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 10 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni che hanno aiutato più di 300 milioni di uomini e donne che vivono in condizioni di povertà assoluta ad aumentare il proprio reddito e a provvedere al sostentamento delle loro famiglie. |
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