IFAD 04/08
Il cambiamento climatico, l’aumento vertiginoso dei prezzi dei generi alimentari e la diffusione crescente dei biocombustibili sono le principali questioni relative allo sviluppo che verranno discusse, nonché i temi essenziali del discorso al Parlamento europeo
Roma, Bruxelles, 31 marzo 2008 – Le implicazioni delle nuove, pressanti sfide a livello di sviluppo saranno l’argomento principale del colloquio che avrà luogo domani a Bruxelles tra esponenti del governo belga e il presidente dell’IFAD, Lennart Båge.
Båge si incontrerà con gli esponenti del governo belga per concordare metodi innovativi per far fronte alla fame e alla povertà in un mondo in rapido cambiamento. Tra le 16.30 e le 17.30, terrà anche un discorso al Parlamento europeo sui modi in cui l’IFAD può rafforzare i propri legami con l’Unione europea per affrontare nuove e pressanti sfide a livello di sviluppo, che comprendono l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, il cambiamento climatico e la diffusione dei biocombustibili.
“Il cambiamento climatico è al centro di una serie di nuove sfide che rendono sempre più difficile, per le persone più povere della terra, sfuggire alla povertà e alla fame”, ha dichiarato Båge. “In parole povere, il prezzo dello sviluppo è aumentato. Ci sarà bisogno di una quantità notevole di fondi supplementari per aiutare i paesi poveri ad adattarsi al cambiamento climatico.”
Circa un miliardo di persone in tutto il mondo vivono in condizioni di povertà assoluta e soffrono la fame. La maggior parte di loro si trova nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo e si guadagna da vivere con attività legate all’agricoltura. Centinaia di milioni di piccoli agricoltori e altri gruppi di poveri delle aree rurali vivono in zone marginali, a rischio di degrado e di desertificazione a causa del cambiamento climatico.
“Possiamo aspettarci che, entro il 2020, i futuri cambiamenti climatici mettano circa altri 50 milioni di persone a rischio di soffrire la fame”, afferma Båge. “Proprio le persone meno responsabili di questo problema saranno colpite per prime, e più duramente.”
“Si prevede che sarà l’Africa a trovarsi nella situazione peggiore, con almeno 75 milioni di persone costrette ad affrontare carenze idriche sempre maggiori e mancanza di acqua pulita”, aggiunge Båge.
Altri due fenomeni di importanza crescente sono strettamente legati al cambiamento climatico: l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e la diffusione dei biocombustibili. La domanda crescente di biocombustibili sta alimentando il timore che i poveri che vivono in zone rurali marginali possano perdere le proprie terre, a causa della pressione esercitata da influenti gruppi di interesse alla ricerca di nuove aree da destinare alla produzione di biocombustibili.
Molte delle persone più povere del mondo stanno risentendo dell’aumento vertiginoso dei prezzi dei generi alimentari, che ha già causato rivolte in vari paesi, tra cui Burkina Faso, Camerun e Mozambico.
“Nel giro di poco tempo, la sicurezza potrebbe diventare un problema molto serio”, ha dichiarato Båge.
Il Belgio e l’IFAD vantano una lunga storia di collaborazione nei paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa, che ha dato buoni risultati. Dal 1984 gestiscono congiuntamente il Fondo Belga per la Sopravvivenza (BSF), un partenariato finalizzato alla lotta contro la fame e la malnutrizione in Africa, con una preferenza per i paesi più vulnerabili. Finora il Fondo Belga ha erogato 58 donazioni per finanziare 42 programmi e progetti con l’obiettivo di migliorare l’alimentazione e il livello nutrizionale delle famiglie, investire sulla sanità e sull’igiene, aumentare l’accesso ai servizi di microfinanza, mitigare gli effetti delle crisi e promuovere il potere decisionale delle comunità.
Il Belgio ha contribuito ai programmi e ai progetti sostenuti dall’IFAD con 180 milioni di dollari, se si considerano anche gli stanziamenti gestiti dal Fondo Belga per la Sopravvivenza. Ha anche fornito un finanziamento di oltre 47 milioni di dollari al Programma speciale dell’IFAD per l’Africa sub-sahariana.
Con circa il 50 per cento delle proprie risorse destinate all’Africa, l’IFAD è una delle tre agenzie multilaterali maggiormente impegnate in questo continente. Il Nuovo Partenariato per lo Sviluppo dell’Africa (NEPAD) e il Programma Globale per lo Sviluppo Agricolo dell’Africa (CAADP) costituiscono il quadro di riferimento che guida tutti gli interventi dell’IFAD nel continente africano.
L’IFAD sta rafforzando un’alleanza di lunga data con la Banca Africana di Sviluppo e si è associata con l’Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa, presieduta dall’ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il cui scopo è garantire che l’Africa possa realizzare la propria “Rivoluzione Verde”.
Tramite il Gruppo Consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR), l’IFAD ha sostenuto anche la ricerca agricola su colture specifiche che rivestono un particolare interesse per i piccoli agricoltori poveri. È stato dimostrato che la ricerca agricola, che ebbe un ruolo fondamentale nel determinare il successo della prima Rivoluzione Verde in Asia, ha tassi di ritorno sull’investimento superiori al 40 per cento.
“La prima Rivoluzione Verde ci ha dimostrato che non basta concentrarsi soltanto sulla produttività”, afferma Båge. “Dobbiamo anche creare le condizioni affinché l’agricoltura sia sostenibile. Qusta è una priorità per l’IFAD, per il Belgio e per tutta l’Unione Europea.”
Båge ha aggiunto che l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e il potenziale sviluppo dei biocombustibili rappresentano sia una sfida che un’opportunità. Dopo decenni di discesa, la recente ondata di aumenti dei prezzi degli alimenti potrebbe generare benefici considerevoli a favore dei piccoli agricoltori, favorendo la sostenibilità economica dell’agricoltura familiare su piccola scala. I biocombustibili, specialmente quelli di seconda generazione, che possono essere coltivati anche su terre marginali, potrebbero offrire ai piccoli agricoltori nuove e significative fonti di reddito.
“Queste due tendenze stanno rendendo lo ‘spazio rurale’ più interessante per gli investitori”, sostiene Båge.
L’IFAD è stato creato 30 anni fa per combattere la povertà rurale, una delle conseguenze principali delle siccità e delle carestie dei primi anni settanta. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 10 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni che hanno aiutato più di 300 milioni di uomini e donne che vivono in condizioni di povertà assoluta ad aumentare il proprio reddito e a provvedere al sostentamento delle loro famiglie.
L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. È il risultato di un partenariato globale tra paesi dell’OCSE, dell’OPEC e altri paesi in via di sviluppo. Attualmente, l’IFAD finanzia più di 200 programmi e progetti in 84 paesi in via di sviluppo.