Enabling poor rural people
to overcome poverty



L'IFAD interviene a favore dei poveri delle aree rurali al Forum Mondiale dell'Acqua

Roma, 12 marzo – Gli abitanti di alcune comunità montane delle Ande sono stati incoraggiati a partecipare a concorsi per far conoscere ad altri il loro ingegno e i loro metodi di conservazione tradizionale. Alcuni agricoltori nigeriani, scettici rispetto all’uso di metodi tradizionali per la raccolta dell’acqua e per la concimazione della terra, sono stati invitati a visitare il vicino Burkina Faso per vedere come l’uso dei tradizionali fossati (tassas) abbia trasformato i raccolti in un paese caratterizzato da scarse precipitazioni. Infine, diversi istituti di ricerca di Dubai sono stati sostenuti e hanno investito in sistemi replicabili per utilizzare l’acqua salata per irrigare palme da dattero nel deserto.

Il comune denominatore di queste tre iniziative è il modo innovativo di pensare a come gestire la sempre minore quantità d’acqua a fronte della crescente domanda. Sono tutte iniziative sostenute da IFAD, un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite dedicata allo sviluppo rurale.

Il quinto Forum Mondiale dell’Acqua che si terrà a Istanbul la prossima settimana (16-23 marzo) vedrà esperti del settore e rappresentanti del mondo politico dibattere su come affrontare le pressanti questioni relative alla disponibilità e alla sicurezza dell’acqua.

Il terzo Rapporto Mondiale sullo Sviluppo Idrico – il più importante rapporto sull’acqua nell’ambito del sistema Nazioni Unite – sarà presentato al Forum. L’IFAD ha partecipato alla stesura del rapporto, rimarcando il bisogno di acqua da parte dei poveri delle aree rurali nei paesi in via di sviluppo. In particolare l’IFAD sarà coinvolto nel secondo tema del Forum “Sostenere lo sviluppo umano e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”.

Più di 1,2 miliardi di persone – circa un quinto della popolazione mondiale – vive in aree di scarsità fisica di acqua, e ulteriori 1,6 miliardi hanno accesso limitato all’acqua per ragioni economiche, politiche e di altra natura.

L’agricoltura attualmente assorbe il 70% delle risorse mondiali di acque dolci utilizzate dagli esseri umani. La popolazione globale, si stima, aumenterà del 20% entro il 2025 e per potenziare la produzione agricola e assicurare cibo a sufficienza per tutti ci sarà bisogno di più acqua.
“È essenziale trovare modi intelligenti che mettano al centro le necessità delle persone per ottenere il massimo dalle risorse idriche. La pressione demografica, il cambiamento climatico e la recessione globale colpiranno i piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo che sono i meno preparati ad affrontarle” ha detto Kevin Cleaver, Presidente Aggiunto del Dipartimento per la gestione dei programmi dell’IFAD.

Degli 1,4 miliardi di persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno, circa il 75% vive nelle aree rurali e la maggior parte dipende dall’agricoltura per cibo e reddito.

 “Non esiste una soluzione una valida per tutti. Alla base di uno sviluppo più ampio ci deve essere il coinvolgimento dei piccoli agricoltori poveri nell’identificare soluzioni su misura e gestire in modo saggio le risorse idriche” ha aggiunto Cleaver.

Per quanto riguarda gli interventi relativi alla gestione dell’acqua, l’IFAD offre ai piccoli agricoltori specifiche soluzioni secondi i diversi contesti: sistemi di irrigazione su piccola scala complementari o per la raccolta delle acque piovane, metodi multi-uso di gestione delle risorse idriche, e sostegno ai gruppi di utenti dell’acqua per conferire maggiore potere alle comunità.
L’operato di IFAD si incentra sull’agricoltura, ma per quanto riguarda l’acqua, l’agenzia ha un approccio integrato e guidato dalla domanda il che indica che il suo sostegno non si limita al solo settore agricolo.

L’IFAD ha investito ampiamente nel sostenere la ricerca e il finanziamento di progetti delle comunità rurali relativi alla scarsità di acqua nei paesi arabi. Con meno dell’1% delle risorse idriche a livello mondiale – e circa il 5% della popolazione – i paesi arabi costituiscono la regione più arida al mondo.

“La regione ha il potenziale per aumentare l’estensione della terra arabile coltivata e dare una spinta alla produzione agricola e alla sicurezza alimentare, anche se sarà necessario utilizzare una sempre minore quantità di acqua dolce” ha detto Nadim Khouri, Direttore della Divisione per il Vicino Oriente e il Nord Africa dell’IFAD.

“La regione può far fronte a queste sfide attraverso l’innovazione e un metodo integrato che ottenga il massimo da tutti i tipi di acqua - salmastra, salata, reflua - così come anche dalla preziosa acqua dolce” ha aggiunto Khouri.

Alcune delle soluzioni innovative su cui IFAD ha lavorato con i suoi partner saranno presentate al Forum.


Note per i giornalisti

L’IFAD ospiterà una tavola rotonda dal titolo “Addressing Water Scarcity in Rural and Marginal Areas of Arab Countries: Innovative Solutions (Affrontare la scarsità di acqua nelle aree rurali e marginali dei paesi arabi: soluzioni innovative)” mercoledì 18 marzo (17.00-18.00 c/o Haskoy Hall). Presiederà Mahmoud Abu-Zeid, Presidente del Arab Water Council. Saranno presentati tre studi dai partner di IFAD, ICARDA, ICBA e IDRC-Wadimena, che illustreranno modi innovativi per utilizzare le acque salmastre, salate e reflue. Sarà infine proiettato un breve filmato sulle possibili alternative per affrontare la scarsità dell’acqua nel mondo arabo.


L’IFAD è stato creato 30 anni fa per combattere la povertà rurale, una delle conseguenze principali delle siccità e delle carestie dei primi anni settanta. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 10,6 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni che hanno aiutato più di 350 milioni di uomini e donne che vivono in condizioni di povertà assoluta ad aumentare il proprio reddito e a provvedere al sostentamento delle loro famiglie. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. È il risultato di un partenariato globale tra paesi dell’OCSE, dell’OPEC e altri paesi in via di sviluppo. Attualmente, l’IFAD finanzia più di 250 programmi e progetti in 87 paesi in via di sviluppo e in un territorio.

Comunicato Stampa No.: MA/02/09