Media backgrounder MB/07/08
Roma, 16 Giugno – Secondo il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), gli agricoltori e allevatori poveri dei paesi in via di sviluppo che sono maggiormente colpiti dal degrado del suolo e della desertificazione sono anche parte della soluzione del problema.
Le zone aride e semi-aride, dalle cime delle Ande alle zone semi desertiche del Sudan, sono spesso remote e quasi sempre molto povere. Quasi metà della popolazione povera del mondo vive in terre aride e marginali.
Pratiche agricole mal concepite, tradizionali o intensificate, peggiorano solamente le cose in quanto le popolazioni che vivono in queste terre non hanno altra scelta che quella di adottare metodi di sussistenza di breve periodo mettendo ancora più pressione sulle sempre più scarse risorse locali.
Il cambiamento climatico sta aumentando questa pressione con crescenti siccità.
Per questo motivo quasi il 70 per cento dei programmi e progetti dell’IFAD si localizzano in ambienti ecologicamente fragili e marginali.
IFAD lavora per trasformare queste aree aride in regioni produttive a livello agricolo e mostrare che le terre aride non devono essere considerate terre di scarto.
Per esempio, nell’ambito di un programma da 10 milioni di dollari in Matam,area del Senegal duramente colpita dalla siccità, l’IFAD finanzia un progetto condotto da donne che, utilizzando un sistema d’ irrigazione goccia–a-goccia, ha reso redditizia una fattoria che produce melone e ocra e che produce malgrado la siccità.
Nel Marocco del nord-est, L’IFAD ha finanziato per tanti anni un progetto di allevamento di successo, restituendo agli allevatori una straordinaria gamma di erbe naturali per l’allevamento del bestiame.
Note per i giornalisti:
- Tra il 1999 e il 2005 l’IFAD ha impiegato 2 miliardi di dollari in prestiti e donazioni per programmi e progetti legati al degrado del suolo e alla desertificazione.
- Per fermare la desertificazione e combattere il degrado del suolo devono essere urgentemente utilizzate tecniche di adattamento di breve periodo per ridurre la vulnerabilità delle popolazioni e migliorare la resistenza e le tecniche agricole. Questo comprenderebbe un’ampia gamma di attività, dai migliorati sistemi di raccolta e la gestione delle foreste fino al un più efficiente uso dell’acqua.
- L’IFAD coinvolge gli agricoltori poveri nella ricerca agricola e a partire dai loro metodi tradizionali li aiuta ad adattarsi alle nuove sfide
- L’IFAD assiste anche i poveri delle aree rurali ad accedere alle nuove tecnologie come sementi più resistenti che possano contrastare siccità e inondazioni.
- IFAD dedica particolare attenzione al ruolo delle donne nella gestione delle aree aride in quanto sono spesso loro ad essere responsabili dell’approvvigionamento di carburante e acqua e della cura dei campi.
- L’IFAD ospita nella sua sede a Roma il Global Mechanism, un organo sussidiario dello UNCCD che supporta i paesi parti dello UNCCD a raccogliere e amministrare fondi per fermare la desertificazione.
- L’IFAD è il secondo maggiore investitore del Global Mechanism e il suo più grande donatore. I fondi dell’IFAD hanno permesso l’attuazione dei piani di azione del GM in 29 diversi paesi. Questo in aggiunta al ruolo dell’IFAD nel provvedere supporto tecnico e finanziario ad altre iniziative legate allo UNCCD.
- L’IFAD crede che i paesi colpiti, parti dello UNCCD, in particolare quelli in Africa, hanno bisogno di maggiori aiuti dall’esterno per affrontare efficacemente il degrado del suolo e nel contesto dei loro stessi programmi di sviluppo locali.
- L’IFAD e il GEF (Global Environment Facility) lavorano insieme per combattere sia la povertà rurale che il degrado ambientale. Condividono un’idea comune che é difficile ottenere miglioramenti ambientali a livello globale senza una gestione sostenibile delle risorse naturali e il miglioramento delle condizioni di vita dei poveri delle aree rurali.
- L’IFAD è l’agenzia guida del programma MENARID che riunisce tutte le agenzie del GEF per promuovere una gestione integrata e sostenibile del suolo nelle terre aride della regione del Medio Oriente e Nord Africa. Il principale obiettivo di MENARID è di avanzare l’inclusione della gestione sostenibile del suolo nelle politiche, migliorare la governance per la gestione delle risorse naturali, e coordinare gli investimenti per diminuire la vulnerabilità al cambiamento climatico e migliorare la resistenza e l’integrità dell’ecosistema.
L’IFAD è stato creato 30 anni fa per combattere la povertà rurale, una delle conseguenze principali delle siccità e delle carestie dei primi anni settanta. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 10 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni che hanno aiutato più di 300 milioni di uomini e donne che vivono in condizioni di povertà assoluta ad aumentare il proprio reddito e a provvedere al sostentamento delle loro famiglie.
L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. È il risultato di un partenariato globale tra paesi dell’OCSE, dell’OPEC e altri paesi in via di sviluppo. Attualmente, l’IFAD finanzia più di 200 programmi e progetti in 81 paesi in via di sviluppo e un territorio.