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Intervento dell’On. le Pier Paolo Cento Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze al 30º Consiglio dei Governatori dell'IFAD

Signor Presidente del Consiglio dei Governatori,
Signor Presidente dell'IFAD,
Signori Governatori,
Signori Delegati,

É per me un onore partecipare per la prima volta come Governatore per l‘Italia alla riunione annuale di questa istituzione.

Nell'ambito delle Nazioni Unite l'IFAD svolge un ruolo essenciale nella lotta contro la povertà delle popolazioni rurali.  Alle istituzioni internazionali dell'ONU che hanno sede a Roma è universalmente riconosciuto un patrimonio di esperienza e di competenza tecnica in grado di fornire un contributo di inestimabile valore ai fini del raggiungimento degli obiettivi del Millennio.

Tuttavia, a sei anni dall'adozione di tali obiettivi, dobbiamo riconoscere che, nonostante qualche progresso, la povertà resta il problema più drammatico, specialmente per le aree rurali e per l'Africa.  La comunità internazionale è sempre più consapevole delle attuali difficoltà del sistema multilaterale, diventato troppo frammentato e poco coordinato, e si sta sforzando sia nell'ambito delle Nazioni Unite, sia nell'ambito delle istituzioni finanziarie internazionali di realizzare un sistema più efficiente ed efficace per migliorare l'uso delle risorse disponibili.

In tale contesto, riconosciamo all'IFAD di avere avviato da tempo un processo di rinnovamento, dotandosi di strumenti aggiornati di valutazione dei progetti, attribuendo maggiore importanza al sistema dei controlli e adottando una procedura di bilancio basata sui risultati.  Abbiamo, inoltre, apprezzato la posizione più volte espressa dal Presidente Båge a favore del rafforzamento della cooperazione tra le istituzioni delle Nazioni Unite con sede a Roma.


La ripartizione degli aiuti

Per un'istituzione come l'IFAD, che eroga oltre l'85 per cento dei prestiti a termini altamente agevolati, oltre ai doni, il dibattito sulla ripartizione degli aiuti riguarda essenzialmente i criteri di allocazione geografica delle risorse, l'applicazione di criteri che tengano conto della "performance" dei paesi beneficiari e le situazioni eccezionali collegate ai conflitti e ai disastri naturali.

Il carattere speciale degli aiuti dell'IFAD, diretti alle aree e popolazioni più povere del mondo, ci ha indotto ad assumere una posizione prudente e a volte critica riguardo all'adozione di criteri rigidamente basati sulla "performance" dei paesi beneficiari.  La complessità delle diverse situazioni, che comportano condizioni di vita estreme in alcune aree rurali, non è facilmente valutabile tramite meri indicatori quantitativi come quelli che vengono utilizzati nelle formule dei sistemi basati sulle "performance".  Pur considerando le indicazioni prodotte dai tali sistemi quali importanti elementi di giudizio, abbiamo dovuto prendere atto, nel corso delle prime applicazioni nell'ambito dell'IFAD, che si sarebbereo determinate variazioni nell'allocazione delle risorse diffícilmente accettabili sul piano politico e sociale.  La fase di sperimentazione del sistema è però stata utile per individuare i principali problemi connessi all'attuazione.

Abbiamo pertanto apprezzato le modifiche introdotte nel sistema PBAS (Performance Based Allocation System – Sistema di allocazione delle risorse basato sulla performance) dal Consiglio di Amministrazione per salvaguardare l'attuale percentuale di aiuti a favor dell'Africa Sub Sahariana e la riduzione, nella formula utilizzata, del "peso" attribuito alla popolazione del paese beneficiario.  Inoltre, continuiamo a sostenere che l'indicatore più idoneo sarebbe il dato della popolazione rurale collegato al reddito.

Le spese amministrative

In linea con il rigore adottato per il bilancio nazionale, la posizione italiana riguardo alle spese amministrative delle istituzioni internazionali è improntata ad una particolare attenzione.  Anche se per l'IFAD, quale organizzazione della famiglia delle Nazione Unite, la dinamica di alcune voci di spesa segue criteri e decisioni adottate in un ambito molto più vasto, sembra comunque necessario assicurare il rispetto del principio di aumento reale pari a zero.  Per l'anno in corso, invece, l'osservanza di tale parametro è solo apparente, in quanto riguarda solo una parte del bilancio complessivo, nel quale, a nostro avviso, debbono essere incluse tutte le spese amministrative, realizzando così una maggiore trasparenza.  Retengo, pertanto, che sia opportuno un riesame della struttura delle spese da parte del Consiglio d'Amministrazione.

           
L'IFAD e l'ambiente

Alla protezione delle risorse naturali a alla sostenibilità ambientale dei progetti dovrà essere attribuita sempre maggiore importanza da parte delle istituzioni internazionali.  Ho notato che l'IFAD utilizza anche lo strumento dei doni ai fini di un migliore uso delle risorse naturali, e attribuisce la giusta importanza alla valutazione dell'impatto ambientale dei progetti.  Occorre richiedere la massima collaborazione da parte dei paesi beneficiari in tale ambito e riconoscere la priorità di tali aspetti nel programma di lavoro di questa organizzazione.

Peraltro, il legame dell'IFAD con i problemi ambientali è stato istituzionalizzato quando, dieci anni fa, il Global Mechanism della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione è stato funzionalmente collegato con questa istituzione, che continua a finanziarne l'attività.  Questa collaborazione mi sembra particolarmente importante per le iniziative intraprese in Africa.

Inoltre, abbiamo sempre sostenuto la richiesta dell'IFAD di accedere, come le altre istituzioni finanziarie internazionali, al Trust Fund (Fondo Fiduciario) della Banca Mondiale per i paesi poveri più indebitati (HIPC – Highly Indebted Poor Countries) e abbiamo appreso con soddisfazione la recente decisione di ammissione a detto Fondo.  Como è noto, il nostro contributo a tale iniziativa, in ambito IFAD, è stato di oltre 4 milioni di dollari.

Aggiungo che l'Italia, quale Paese ospite, contribuisce, secondo gli accordi di sede, alle spese per il trasferimento degli uffici nel nuovo edificio di Via Paolo di Dono, che consentirà di ricondurre le varie attività in un unico complesso.  Colgo l'occasione per esprimere soddisfazione per l'imminente completamente dei lavori.

Signor Presidente del Consiglio dei Governatori, desidero infine ringraziare il Presidente Lennart Båge, la dirigenza e tutto il personale dell'IFAD per l'importante lavoro svolto e i risultati raggiunti.  In occasione della mia recente visita alla sede dell'IFAD ho potuto apprezzare personalmente l'impegno e la passione che tutti profondono nel loro lavoro. Ho intenzione di intensificare i contatti con l'organizzazione, essendo consapevole dell'importanza di rappresentare, in questa sede, l'interesse e il contributo non solo del Ministero dell'Economia e delle Finanza, ma anche di altri Ministeri e enti italiani competenti in materia di sviluppo.  In tale prospettiva, ritengo anche essenziale un'azione più incisiva sul fronte della comunicazione, per diffondere la conoscenza dell'attività dell'IFAD nella società civile italiana, in particolare nelle università e nelle istituzioni.

Nel confermare il pieno sostegno dell'Italia a questa istituzione, desidero concludere augurando a tutti i migliori successi per il futuro.