L’IFAD crea un forum per affrontare la difficile situazione dei popoli indigeni

Roma, 19 febbraio – Il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) ha annunciato oggi l'istituzione di un forum per affrontare la difficile situazione in cui vivono i popoli indigeni. 

La decisione fa seguito ad una riunione di  due giorni svoltasi presso la sede dell'Agenzia organizzata dall'IFAD con il sostegno dell' International Work Group for Indigenous Affairs (IWGIA) a cui hanno partecipato circa 30 rappresentanti di organizzazioni di popoli indigeni per discutere degli obiettivi oltre che degli aspetti organizzativi ed operativi del Forum.  L'obiettivo del Forum è di incrementare la partecipazione di gruppi indigeni nella discussione dell'IFAD e nei programmi che li coinvolgono.

La riunione ha stabilito di tenere la prima riunione globale del Forum in concomitanza con il Consiglio dei Governatori IFAD del 2013.

I popoli indigeni rappresentano un terzo del miliardo di persone che vivono in condizioni di povertà estrema.  Diffuse in oltre 70 paesi e con culture diverse, sono tra i gruppi più vulnerabili e emarginati.   Ovunque si trovino hanno tutti un limitato accesso all'assistenza sanitaria e alla scolarizzazione, i loro diritti sono negati e spesso, non hanno il controllo del territorio in cui vivono, e sono esposti a a violazione di basilari diritti umani.

Custodi di conoscenza

Per l'IFAD sostenere questi popoli è fondamentale non solo per ridurre la povertà e per ragioni umanitarie e di giustizia sociale, ma anche per il contributo che essi danno ad una agricoltura sostenibile grazie al bagaglio di conoscenza tradizionali che custodiscono ed alla comprensione degli ecosistemi in cui vivono.

Nel dare il benvenuto ai partecipanti al workshop il Presidente dell'IFAD Kanyo Nwanze ha affermato "Il lavoro che faremo nell'ambito di questo Forum sarà importante ma si tratterà solo di un primo passo nell'impegno di lungo periodo per far sì che per i popoli indigeni vi siano giustizia sociale ed opportunità economiche".

"In questo nuovo forum i popoli indigeni avranno un'opportunità per far sentire le loro voci e far sì che l'IFAD possa rispondere in modo più efficace ai loro bisogni, alle loro aspirazioni ed alle loro priorità", ha affermato Victoria Tauli-Corpuz, una dei delegati dell'Asian Indigenous Women's Network ed ex presidente del Forum permanente delle Nazioni Unite per le Popolazioni Indigene (UNPFII). 

Mirna Cunningham Kain, Presidentessa del centro per l'autonomia e lo sviluppo delle popolazioni indigene in Nicaragua e membro dell'UNPFII ha dichiarato "la politica dell'IFAD sui popoli indigeni offre l'opportunità di affrontare il problema dell'ingiustizia a cui essi sono sottoposti nelle aree rurali del mondo ed offrire soluzioni affinché questa situazione cambi".

Secondo Joseph Ole Simel, Presidente di Africa indigenous peoples climate change network e Direttore esecutivo di Mainyoitopastoralist integrated development organization in Kenya "il forum aiuterà i popoli indigeni e l'IFAD ad affrontare il problema del sottosviluppo in un modo nuovo e decisivo, e ci guiderà ad dirigere la nostra azione per affrontare le cause di fondo della povertà estrema tra i popoli indigeni".

Per immagini relative alle attività del Fondo, potete consultare l'archivio fotografico dell'IFAD.


Comunicato stampa No.: IFAD/06/2011

Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l'IFAD ha investito oltre 12,5 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a paesi in via di sviluppo, mettendo oltre 370 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà. L'IFAD è un'istituzione finanziaria internazionale e un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 167 paesi, tra membri dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.